Un piccolissimo, minuscolo passo indietro.
Ieri sera, a Invercargill, estrema città a SUD, la più a Sud, abbiamo (io e questo Romain) trovato alloggio in una casa vittoriana, divenuta ostello.
Ce ne sono molte così in giro per il paese.
In tre in tutto come ospiti. Un bastardo della Malesia, che non mi piaceva per nulla. Vabbè.
Ci siamo concesis una cena in un locale dove I kiwi vanno. Ho quindi cenato con carne di pecora. Devo dire buonissima, e niente da invidiare a un ottimo filetto.
Locale molto carino. Alla fineti consegnano pure una cedola di gradimento da complilare. Ci ho scritto un pò di monate ;-)
Ho cercato di dormire, ma fatalmente senza quella specie di stufa elettrica accesa, la nottata è presto divenuta incubo.. Un freddo allucinante, provato poche volte. Mi sono anche svegliato per mettermi un paio di pantaloni. Se solo quell deficente di un malese non fosse stato tale. Basti pensare che la mattina si è cucinato una pignatta di noodles piena di verdure e salsicce. Bella colazione. Ci credo scoppiasse di brufoli in faccia. ;-)
Comunque il posto è stato decisamente friendly e mi ha dato l’ idea di come si vive qui. Una cucina enorme, giardino, barbecue, and so on..
Con tutta calma, poi un giro al museo. Molto misero. Poi via, verso la costa, in una strada che poi curverà per tornare a nord, verso Queenstown mia ultima destinazione,
‘proposito…saputo che la città sarà overbboked per un cacchio di festival, ho dovuto rinunciare all’ ostello. Crepi l’ avarizia. Grazie alla scroccata connessione internet, ho prenotato un 4 stelle. Cazzo figata ! ;-) Un 70 euri al giorno, per 4 notti che passerò li.
Qualunque cosa disgraziata passi per la testa di un essere umano, a Queenstown c’è. Pare sia la capitale mondiale dello sport estremo. Vedremo. Speriamo nella neve.
La guida oggi è stata poca. Moltissimi gli spunti, forse per aver guidato con meno accanimento.
Dolcissime scogliere. Sabbia near. Schiuma del mare. Verde e blu. Tutto si fonde con il color verde e a volte giallo delle colline che scendono verso l’ acqua.
Le strade, particolarmente deserte, com’è da due giorni circa. Incroci ualche macchina dei locali, e come ti conoscessi da una vita, ti saluti. Rispetto, civiltà direi.
Continuo a vedere decine di falchi in giro. Sarò fortunate. Ce ne sono ma non tutti li vedono. Quando aprono le ali, arrivano a un metro e mezzo come ridere. Spesso Fermi sul manto stradale a nutrirsi di quell che resta di qualche impavido animale che ha attraversato la strada nel momento sbagliato.
Anche se piove, il paesaggio è tuo. Avanzi e si fonde con te. A poco a poco. Hai sempre tutto il tempo di giardarti attorno senza correre il rischio di distrarti, di combinare guai sulla strada. E’ tremendamente dritta, e piena di piccole salite, e altrettante discese. Decisamente dolci.
Qualche palo della luce, un filo dell’ elettricità che atraversa la strada e un paio di scarpe allacciate e lanciate in aria che si sono bloccate su. Ti basta per un sorriso. Uno di quelli naturali, senza troppa comicità. Una cosa tanto semplice da farti ricordare di quanto sia a volte vero e vivo il solo fatto di sorridere. Quante volte ce lo siamo dimenticati ? Ma in fondo perchè ? Non lo so. Per questo non ho una risposta. E’ credo uno dei nostri limiti. Da cose come queste spesso dipendono le nostre giornate.
Il mio compagno di viaggio un pò soffre per la lieve pioggia che cade. Io non ci faccio decisamente caso. Accolgo ugualmente sole e acqua, perchè qui, il clima è così e solo quando lo accetti lo puoi apprezzare. Altrimenti vorresti la tua afosa estate europea. Snaturare quello che c’è qui. No.
Mi sono reso conto oggi, forse un pò pensandoci, senza che necessariamente il paesaggio me ne abbia dato motivo, di quanto quel timore per una “contaminazione biologica” sia vero. Parlo di quegli zelanti controlli all’ aeroporto, per non importare piante, cibo, vegetali in genere, e altro..
Chissà cosa diventerebbe qui se fosse meno controllata.
Dopo un pò arriviamo. Una cittadina. Si chiama TE ANAU. Piccola, ma solo una scelta logistica per domani. Andremo a Millford Sound. Un posto unico, in mezzo ai fiordi della costa due ovest del paese.
Sveglia presto.
Nel frattempo per cena ho fatto un piatto di spaghi. Bah, salatissimi, per via della pignatta bassissima, non mi rendevo conto delle dosi…!
3 birrette, e a nanna. La camera finalmente calda.
Fuori una leggera pioggia.
Sono un pò più rilassato perchè all’ arrivo mi sono fatto una sauna e un idromassaggio.
Mentre scrivo queste righe, sul Mac ho fatto partire I Doors. Due canzoni su tutte: Riders on the storm e poi Queen of the highway.
Un pò fatico a credere ancora di essere dall’ altra parte del mondo. Completamente agli antipodi. Mi sembra ancora assurdo, anche se ormai ho visto tutto il paese. Anche se sono due settimane che sono qui.
Sto un pò pensando a come nei prossimi anni ricorderò questa grandissma esperienza. Cosa resterà.
Di certo vorrei restasse una gran parte di quello che questo viaggio, così strano, così duro a volte, mi ha lasciato. Soprattutto che ci sono zero problemi, zero difficoltà. Dipende sempre tutto dai punti di vista, dalle prospettive. Con agilità e soprattutto con una buona mentalità si riescono in istanti a sminuire ostacoli che altrimenti ci ruberebbero lunghe attenzioni.
Sembra poco o banale ?
Beatamente mi avvio verso il letto, pronto ad assorbire anche domani ;-)
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