sabato 30 giugno 2007

30/06 Millford Sound, poi verso Queenstown.


La giornata è iniziata con un sacrificio. La levataccia alle 6.30.
Il programma prevede una visita al mitico Millford Sound, la zona dei fiordi neozelandesi. Posto unico.
Strada da fare. Tanta.
Passo montagne e colline, molta nebbia, pioggia lieve ma costante. Con Romain ci chiediamo se il tempo migliorerà, ma abbiamo dubbi. Tutte le previsioni danno brutto.
125 km per arrivare. Dopo un bel pò di montagna, un’ ultima galleria assurda, prima in salita, poi discesa mostruosa, buia da impazzire. Sbuca nell’ ultimo tratto, dove pochi km ti separano dalla partenza delle barche che ti portano a bordo, per questa crociera unica.
Arriviamo perfetti con pochissimi minuti di anticipo.
Stranamente il tempo è buono. Niente pioggia. Sole no, ma un pò di nuvole. Comunque eccezzionale rispetto alle previsioni.
Il posto sembra sospeso nel tempo. Ovviamente nessuna copertura cellulare, poche barche. Nessun altra cosa nel giro di qualche centinaio di kilometri.
Pochissimi, in tutto 15, I partecipanti. La crociera infatti richiede alzatacce e solo quelli che si sono avvicinati alla zona come noi, riescono ad essere li a quell’ ora.

Posti strepitosi. Cascate allucinanti in questi fiordi. Altissimi. Per scalarli ci dicono ci vogliono circa 8 ore.
Non credi possano esistere posti così. Sembra il paradiso. La barca continua a inotrarsi. Ti spiegano tutto, comprese le formazioni delle rocce.
Dopo 1 ora si sbuca in mare, mar di Tasmania. Le onde sono allucinanti, la barca deve solo girarsi per rientrare nel fiordo dalla parte opposta. Comunque lo spettacolo del mare aperto in questa zona ti fa capire quanto dura sia li fuori..
Cascate ancora, allucinanti.
La barca ci và proprio sotto. Ti danno un impermeabile e ti metti sulla punta. L’ acqua scende con una violenza da omicidio. A un certo punto prendono un vassoio pieno di bicchieri. Lo piazzano sulla punta della barca, e il capitano, con una manovra millimetrica mette il muso vicino alla cascata. I bicchieri si riempiono di quest’ acqua speciale, che scende dale montagne. La bevi… Ha un colore strano e si sente il sapore della roccia. Dei metalli. Ci sono moltissimi metalli qui, oro compreso, ma non li possono estrarre perchè è riserva protetta.
Piano piano si rientra verso il molo.
Esperienza indimenticabile, e nel frattempo il tempo è cambiato: piove. Qui il tempo è principalmente così. Scendono metri di acqua in un mese..

Riprendiamo la strada. Sono diretto a Queenstown, mia ultima destinazione qui. La città dei balocchi.
Una gran guidata anche oggi. Saranno in tutto altri 500 km. Quando rientro in Italia, mi prendo la briga di contarli, ma sono quasi certo di aver raddoppiato I 2500 inizialmente stimati.
Sulla strada del ritorno altri paesaggi indimenticabili. Altri colori da aggiungere alla gamma.
Il tempo migliora. Il cielo regala qualche inaspettato arcobaleno.
Comincio a sentire l’ esigenza di restare da solo, anche se porto Romain con me fino a Queenstown: poi lui se ne andrà altrove. E’ qui da 4 mesi, cerca di risparmiare a tutta garganella. Poi alla fine pur di cercare ostelli, e di arrivarci con bus, tra telefonate e costi vari spenderà come me che ho prenotato questa camera in hotel. Alla fine arrivo.
L’ hotel è bello. La stanza enorme e favolosa. L’ ideale per restarci qualche giorno.
Mi raggiunge Lunedì il brit Paul, conosciuto a Christchurch.
Faccio due passi, dopoo una strpitosa doccia e breve dormita.
Ceno con carne di pecora. Questa volta davvero impressionante. Costa niente oltretutto.
Mi rendo conto che qui il turismo è a un livello altissimo. Tutte attività organizzate, devi solo scegliere qualce tra una sessantina…

Poi mi appresto a vedere uno dei match del mese: Australia vs NZ (Rugby). Wallabies vs Blacks come dicono qui. Sono tutti euforici. La partita è bella.

Andrò a letto cercando di rilassarmi, comincio a sentire un leggero affaticamento ;-)

29/06. Avvicinamento a Queenstown da sud.

Un piccolissimo, minuscolo passo indietro.
Ieri sera, a Invercargill, estrema città a SUD, la più a Sud, abbiamo (io e questo Romain) trovato alloggio in una casa vittoriana, divenuta ostello.
Ce ne sono molte così in giro per il paese.
In tre in tutto come ospiti. Un bastardo della Malesia, che non mi piaceva per nulla. Vabbè.
Ci siamo concesis una cena in un locale dove I kiwi vanno. Ho quindi cenato con carne di pecora. Devo dire buonissima, e niente da invidiare a un ottimo filetto.
Locale molto carino. Alla fineti consegnano pure una cedola di gradimento da complilare. Ci ho scritto un pò di monate ;-)

Ho cercato di dormire, ma fatalmente senza quella specie di stufa elettrica accesa, la nottata è presto divenuta incubo.. Un freddo allucinante, provato poche volte. Mi sono anche svegliato per mettermi un paio di pantaloni. Se solo quell deficente di un malese non fosse stato tale. Basti pensare che la mattina si è cucinato una pignatta di noodles piena di verdure e salsicce. Bella colazione. Ci credo scoppiasse di brufoli in faccia. ;-)

Comunque il posto è stato decisamente friendly e mi ha dato l’ idea di come si vive qui. Una cucina enorme, giardino, barbecue, and so on..
Con tutta calma, poi un giro al museo. Molto misero. Poi via, verso la costa, in una strada che poi curverà per tornare a nord, verso Queenstown mia ultima destinazione,
‘proposito…saputo che la città sarà overbboked per un cacchio di festival, ho dovuto rinunciare all’ ostello. Crepi l’ avarizia. Grazie alla scroccata connessione internet, ho prenotato un 4 stelle. Cazzo figata ! ;-) Un 70 euri al giorno, per 4 notti che passerò li.

Qualunque cosa disgraziata passi per la testa di un essere umano, a Queenstown c’è. Pare sia la capitale mondiale dello sport estremo. Vedremo. Speriamo nella neve.

La guida oggi è stata poca. Moltissimi gli spunti, forse per aver guidato con meno accanimento.
Dolcissime scogliere. Sabbia near. Schiuma del mare. Verde e blu. Tutto si fonde con il color verde e a volte giallo delle colline che scendono verso l’ acqua.
Le strade, particolarmente deserte, com’è da due giorni circa. Incroci ualche macchina dei locali, e come ti conoscessi da una vita, ti saluti. Rispetto, civiltà direi.

Continuo a vedere decine di falchi in giro. Sarò fortunate. Ce ne sono ma non tutti li vedono. Quando aprono le ali, arrivano a un metro e mezzo come ridere. Spesso Fermi sul manto stradale a nutrirsi di quell che resta di qualche impavido animale che ha attraversato la strada nel momento sbagliato.

Anche se piove, il paesaggio è tuo. Avanzi e si fonde con te. A poco a poco. Hai sempre tutto il tempo di giardarti attorno senza correre il rischio di distrarti, di combinare guai sulla strada. E’ tremendamente dritta, e piena di piccole salite, e altrettante discese. Decisamente dolci.

Qualche palo della luce, un filo dell’ elettricità che atraversa la strada e un paio di scarpe allacciate e lanciate in aria che si sono bloccate su. Ti basta per un sorriso. Uno di quelli naturali, senza troppa comicità. Una cosa tanto semplice da farti ricordare di quanto sia a volte vero e vivo il solo fatto di sorridere. Quante volte ce lo siamo dimenticati ? Ma in fondo perchè ? Non lo so. Per questo non ho una risposta. E’ credo uno dei nostri limiti. Da cose come queste spesso dipendono le nostre giornate.
Il mio compagno di viaggio un pò soffre per la lieve pioggia che cade. Io non ci faccio decisamente caso. Accolgo ugualmente sole e acqua, perchè qui, il clima è così e solo quando lo accetti lo puoi apprezzare. Altrimenti vorresti la tua afosa estate europea. Snaturare quello che c’è qui. No.

Mi sono reso conto oggi, forse un pò pensandoci, senza che necessariamente il paesaggio me ne abbia dato motivo, di quanto quel timore per una “contaminazione biologica” sia vero. Parlo di quegli zelanti controlli all’ aeroporto, per non importare piante, cibo, vegetali in genere, e altro..
Chissà cosa diventerebbe qui se fosse meno controllata.

Dopo un pò arriviamo. Una cittadina. Si chiama TE ANAU. Piccola, ma solo una scelta logistica per domani. Andremo a Millford Sound. Un posto unico, in mezzo ai fiordi della costa due ovest del paese.
Sveglia presto.

Nel frattempo per cena ho fatto un piatto di spaghi. Bah, salatissimi, per via della pignatta bassissima, non mi rendevo conto delle dosi…!
3 birrette, e a nanna. La camera finalmente calda.
Fuori una leggera pioggia.

Sono un pò più rilassato perchè all’ arrivo mi sono fatto una sauna e un idromassaggio.
Mentre scrivo queste righe, sul Mac ho fatto partire I Doors. Due canzoni su tutte: Riders on the storm e poi Queen of the highway.

Un pò fatico a credere ancora di essere dall’ altra parte del mondo. Completamente agli antipodi. Mi sembra ancora assurdo, anche se ormai ho visto tutto il paese. Anche se sono due settimane che sono qui.
Sto un pò pensando a come nei prossimi anni ricorderò questa grandissma esperienza. Cosa resterà.

Di certo vorrei restasse una gran parte di quello che questo viaggio, così strano, così duro a volte, mi ha lasciato. Soprattutto che ci sono zero problemi, zero difficoltà. Dipende sempre tutto dai punti di vista, dalle prospettive. Con agilità e soprattutto con una buona mentalità si riescono in istanti a sminuire ostacoli che altrimenti ci ruberebbero lunghe attenzioni.
Sembra poco o banale ?

Beatamente mi avvio verso il letto, pronto ad assorbire anche domani ;-)

giovedì 28 giugno 2007

28/06 Catlins, ovvero da Dunedin a Invercargill













Mi sveglio. Oggi non un bordello di strada.
300 KM.
Sono venuto qui per questo.
C' è molta aspettativa. Onestamente moltissima.
Perchè ? Beh. Fino ad ora ero "nel casino", qui invece non danno nessuno. Sarà così.
E' il punto più a SUD del paese. Il più selvaggio, ma diciamo pure più desolato.
Tutto il tratto di costa si percorre con la maccgina, in strade che sono al 70 % asfaltate. Il resto no.

Sono a bordo con Romain, il francese. Un tipo simpatico. Dall' aspetto un pò simile al nostro Max Biagi... !

Farà un pò da guida. Io oggi non voglio scervellarmi troppo ma assorbire il paesaggio.

Si tratterà di scogliere bellissime, di colline verdi che scendono proprio sul mare: verde nel blu. Ma infondo, stranamente, qui il mare visto dall' alto ha un pizzico di verde.

Questo altro giornoè come quello di ieri. Parlo di bellezza. In questi due, ho apprezzato il tipo di paesaggio che mi piace di più.
Sfortunatamente, dovevamo vedere i pinguini, ma niente....non c'erano.
Suppongono siano in Europa per le ferie !!
Giornata di sole bellisimo.

A pranzo un pranzo improvvisato, sopra una scogliera. Una bozza di vino. Buono.
Come gran finale: kiwi !
Buonissimi. Non come d noi. Per niente acidi. Dolcissimi.

Non ho molto da descrivere. Mi potrei basare sulle foto, ma ovviamente non le posso pubblicare tutte.

Ho messo in moto un pò di volte il cervello in questi giorni ;-) e il paesaggio mi ha aiutato parecchio per questo. In che senso..? Concilia, diciamo. Eccome !!
La lezione appresa in questi giorni è di quelle banali.
Mi si son rotti anche gli occhiali oggi. Una crepa su una lente. Quelli da vista. Ormai, quando succedono queste cose, non penso più come avrei pensato fissi lì a VR. A un problema, piccolo che sia. Zero. Un oggetto. Riparerò. Piano piano, è diventato così:
Prima la fotocamera, poi la chiave USB persa, poi il parabrezza scheggiato, poi oggi gli occhiali.
Basta paranoie. Non riesco a pensarci più di un 2 minuti.
Fantastica Nuova Zelanda ! Thanks 4 this.

Siamo arrivati a Invercargill, ultima città al sud. Ormai, il giro dal punto di vista stradale, è quasi completo..
Ho saputo qui, che Queenstown, la mia destinazione finale dove sto per andare, è completamente booked. Non ci sono posti. Almeno per backpackers. Ho chiamato telefonicamente anche...e me lo hanno confermato.
Fa lo stesso andrò comunque.
Magari con internet almeno un albergo lo trovo.

Proseguirò i prossimi 2 gg con Romain, che fa la mia stessa strada. Andrò nella regione dei fiordi, prima appunto di arrivare a Queenstown.

Un abbracio, un cinque virtuale..
tropicalisti e non...

Andrea

27/06 Da Haast a Dunedin. Una quantità imprecisata di strada..


8.30 di mattina sono già in macchina. Una delle più imponenti guide di tutta la vacanza.
La guida dice che mi ci vorranno 9 ore. WOW....!!
Vorrei arrivare a Dunedin.

In pratica da una costa all' altra del paese, verso SUD, passando tutto l' arco alpino.... :-P

Mi avvio e i primi 140 km sono un misto di nevischio e ghiaccio sull' asfalto. Poco male: sto affrontando tutto quello che arriva con una mentalità completamente diversa. Non mi fa paura. Nemmeno da solo. Nemmeno in mezzo al nulla. Nemmeno se il cello non prende.
Paesaggio molto invernali, forse non ancora del tutto. Cespugli ghiacciati.
Sole. Tantissimo sole.
Un sole così non me lo aspettavo. Sta accompagnando tutte queste giornate.
Mi sento comunque fresco.
Ho passato la notte con quei due dutch. Uno dei due, mi dice che a Duendin c'è un botto di neve. Che ha nevicato. Lo guardo e riguardo, sembra una persona normale ma per me dice una cazzata. La città e a sud, sul mare. ma non ci credo. Infatti si rivelerà il solito olandese intossicato: il fatto di fare il raccoglitore di frutta per mesi, probabilmente non gli ha permesso di realizzare che stava raccogliendo funghetti magici, e quelli che mangiava a pranzo erano spesso i frutti delle sue fatiche.

Torniamo a cose sensate.
Le strade si fanno desolatissime per questi km. Diventano molto pulite, per fortuna.
Mi riservano paesaggi allucinanti. Colori autunnali impossibili da vedere da noi. Solo l' erba è di un verde tanto acceso da sembrare fluorescente.
Poi giallo, arancio, bordeaux, etc..
Ci sono laghi. Un paio bellisimi prima di arrivare a Wanaka. Wanaka è nel central Otago, la zona dove tornerò per la partenza del rientro.
E' comunque una zona mite. Nonostante sia perimetralmente chiusa da altissime, innevate montagne.
Scopro strada facendo che è la zona dei vigneti. Tanti belli....
Mi fermo in una farm. Faccio un assaggio e comincio a disquisire con il tipo dei loro vini. Onestamente ? Beh non male.

La macchina mi porta in posti stupendi. Spesso lo specchio d'acqua è completamente piatto e le montagne si riflettono alla perfezione.

Insomma, per me definitivamente una delle zone più belle in assoluto viste fino ad ora.
Mi Sorprendo di come scorre facilmente km dopo km questa strada. Non sono affaticato e quindi con sorpresa noto che sto per arrivare.
Ben fatto. Solo 6 ore e mezza con pausa pranzo, e le solite tonnellate di foto. Altro che le 9 e rotte previste... WOW !

A Dunedin becco un ostello sulla collina. Domina la città e la baia. Bello. Strade ripidissime.
Una vecchia casa vittoriana. Qui al sud, questo è lo stile.

In camera sono con Romain. Un butel francese simpatico, anche lui solo. Mi sparo un giro in città, una connessione.
Passo per un pub, mi sento molto osservato qui, rispetto alle altre città dove sono stato. Il punto è che non ci arrivano moltissimi turisti.
Dopo una pinta e un pò di chiacchere con le ragazze locali vado a cena.
Scelgo cucina vietnamita per la serata :-P
Zuppa di pesce di mare. Avete presente le terine da insalata quelle grandi?? Piena di cozze, calamari, totani, gamberi, merluzzo, etc... Buonissima. 5 Euro e basta.

Rientro. Mi accordo con Romain per proseguire domani con lui. Vuole anche lui vedere le Catlins (la zona che sono venuto apposta a vedere). Così dividiamo la benza e la macchina.

Vado a dormire. Stanco. Non prendo facilmente sonno la notte, perchè sono molto molto carico, nonostante la stanchezza fisica, ho una strana carica come adrenalinica. Non riesco a stare molto in ostello o in qualunque posto per più di mezz' ora.
Devo ripartire. Vedere. Scoprire.
Ovviamente VIAGGIARE.

martedì 26 giugno 2007

26/06 Da Arthur’s Pass a Haast, costa ovest.


Mi son svegliato abbastanza presto. Non avevo ancora digerito il fatto di non poter navigare in internet. Vabbè, era stata solo colpa mia.
Cosa dire… Mi sono lavato al volo e sono uscito, con un pò di fretta devo dire. La cosa non mi ha aiutato più di tanto… Ho infatti grattato via il ghiaccio dal parabrezza, e sono partito…SI, IMBOCCANDO LA CORSIA DI DESTRA… Fortuna che mi trovavo in una zona sperdutissima. Ho fatto un 500 mt con un paio di curve prima di accorgermene.. ;-) E’ la prima volta che mi capita. Giuro !
Poi.. comincio a guidare in questa strada che passa tra le montagne, abbastanze innevate. Mi ritrovo una giornata bellissima.. pensate a un cielo azzurro senza nemmeno una nuvola. Faccio un bel pò di strada, prima di scendere da queste alte montagne. A un certo punto becco due autostoppisti. Mi fermo e li carico: vanno esattamente dove sto andando io: Frank and Josep Fox Glacier. Sono un Americano e un inglese. L’ Americano è in NZ da 2 anni e 2 mesi ! Ha lavorato a Wellington. Gli racconto che ci sono stato e che anche a me è piaciuta moltissimo..
Faccio un paio di kilometri e scopro, pe così dire ovviamente, che il parabrezza anteriore ha una crepa enorme da parte a parte a parte… Come cazzo ho fatto a non accorgermene ?? te credo, sarà successo da pochissimo. Resto folgorato, con moltissimo stupore e anche con na rabbia furiosa. E’ basso, all’ altezza del tergicristallo.. !! Ho una cacchio di assicurazione, ma a essere onesti, non so bene come diavolo funzioni. L’ ho pagata extra. A dire il vero non si tratterà di colpa mia, almeno proprio non credo. Se devo essere onesto, penso piuttosto a qualche punto già fatto in precedenza, allargatosi per il freddo bisso notturno e per questi successive raggi solari !!
Vabbè, amen. Ormai la parola amen in questo viaggio la sto rispolverando a dismisura ;-)
Da un lato, tornando al serio, credo che aiuti moltissimo andare in contro a queste disgrazie, in un posto così. Spiego meglio. Nell’ isola del sud non si trova anima viva per KM e KM e la guida è veramente un esperienza “interiore”. Il fatto stesso di dover arrivare da qualche altra parte crea un inevitabile piccola esperienza angosciante, se non altro viaggiando da soli, nel mezzo del nulla, senza nessuna linea di cellulare, e senza anima viva: no case, no ominidi, niente di niente. Per questo, pensare a queste piccole stupidate resta veramente marginale rispetto al resto.. e qui lo si impara in fretta viaggiando in questo modo..
Ho fatto ancora Km e sono arrivato alla destinazione dei due tizi. Ah tra l’ altro molto più simpatico l’ Americano, come si voleva dimostrare, questi inglesi sono molto orsi. Il tipo oltretutto viene da Seattle e solo per questo ha punti di vantaggio (grunge rules..).
Mi sono fermato anch’ io, per una sosta con pranzo, vista l’ ora. Ho mangiato un piatto stranissimo. Una salsiccia fritta, infilata in un bastoncino. Servita con patate e insalata. Birretta accompagnatrice e sole di montagna. Col pile si stava che era una meraviglia !

Non mi sono fermato come gli altri al ghiacciaio: per me è “poco nuovo” essendo sempre in montagna. Ho preferito il paesaggio montano che scenderà verso il mare.
La scelta è stata ampiamente ripagata. Ho fatto un bel pò di altra strada, ma visto una vegetazione allucinante. Piccoli laghi dai colori eccezzionali. Ho fatto foto ovunque. La strada passava letteralmente in foreste, il bello è che qui le foreste hanno le palme !
Ciapa !

Così, pian piano sono arrivato a destinazione. Una tappa intermedia. Ho trovato un simpatico alloggio un un hotel e condivido la stanza con due dutch (olandesi). Al solito uno di loro è stato qui per lavoro. Quando chiedi cosa, ovviamente rispondono tutti picking (prendere la frutta..), sembra lo sport nazionale. Però non capisco.. Non ti fa diventare milionario, ti perdi le visite in giro, e stai con gente di tutte le nazioni, tranne che kiwi…
Boh.

Sembra avere una connessione internet. Quindi se mi state leggendo è perchè sono connesso. ;-)

Come butta li ?!?! Ormai l’ Italia è un vecchio ricordo. Non c’è niente qui che me la faccia ricordare.. Yepp !

Un cinque virtuale, da un tropicalista convinto.
Andrea.

25/06 E lassa sta' sta mondanita' e fuggi in campagna..(Departing from Christchurch..)


Mi sveglio presto, alle 9 circa. Colazione, becco Paul, il tipo brit. Quello che non ha fatto tardi. E’ uno sveglio, Ha 21 anni e fà il turista. Resterà in città per 3 giorni (a fare che lo sa solo lui…).
Ci accordiamo per fare un tour della città. Io ho deciso che la lascerò il giorno stesso. E’ monotona, e voglio vedere il paesaggio fuori, motivo per cui non ho tirato tardi la sera prima.
Così, andiamo e giriamo. Cattedrale, musei, giardino botanico, acquario. Robe belle, niente di trascendentale però..
La cosa stupenda è stata poter vedere finalmente un kiwi, il tipico uccello neozelandese in via di estinzione. E’ stupendo. E’ allucinante vederlo, perchè vive principalmente in ambienti buoi. Lo tengono in un ambiente speciale, scurissimo. Ne avevano due esemplari. Li tengono e li curano con molto orgoglio. E’ grosso, e cosa buffa, emette un suono stranissimo.
Passa il tempo. Pranzo con un ottimo fish and chips, a 4 nzd, poco più di 2 euri. Quando mai da noi ??
Faccio altri 2 passi e cambio un pò di contante. Torno in ostello per aspettare quelli del noleggio: ho preso un’ altra macchina per il prossimo periodo. Ho rigorosamente chiesto una 4 ruote motrici. Perchè ? perchè a sud, dove sto andando, ha fatto talmente tanta neve che le strade le hanno chiuse. Una città, Queenstown, mia ultima meta, è rimasta isolata per giorni. Basti pensare che I voli sono stati cancellati totalmente. Roba che se ti succeede, devi solo aspettare che finisca. Non puoi fare altro.
Bene, vuol dire che almeno quello che cerco per il mio momento di svago, neve freschissima, ci sarà… !
Ho anche cambiato piano nel frattempo. Non scendo più dalla costa est, ma da quella ovest. Quella est mi dicono sia pallosa, e piatta. Quella ovest selvaggia al massimo. Quello che fa per me !
Se riesco, cercherò di visitare l’ estrema punta sud, con paesaggi spettacolari: coste a picco sul mare, etc..
Alle 4 circa sono partito, sta iniziando a fare freddo serio qui. Siamo sui 5 gradi sopra.
Con la mia macchina mi sono diretto a Ovest. Tanto per la cronaca ho lo stesso tipo di macchina che avevo a Nord. Una Mazda Cappela s.w. 4x4. Ha anche il porta sci già montato ;-) Potrebbe tornare comodo..
Il piano finale, prevede un pò di giorni a Queenstown, la metà dei ggiioovvaannii.
Per il momento, dopo la partenza, ho percorso circa 100 km. Il punto è che mi sono ritrovato su un pò di passi di montagna e ho guidato al buoi completo e pesto, senza incrociare anima viva per km. Case zero, solo qualche auto ogni tanto. L’ unico segno di vita, se vogliamo chiamarlo così, è qualche palo della luce ! Sull’ asfalto ghiaccio e pochissima neve.. vi lascio immaginare col buio ! Comunque anche questo fa parte della vacanza, e ti spara diritto a credere in te stesso. Devi comunque farlo, perchè anche bene, il cellulare in questa zona non prende. Zero. Sei fuori dal mondo.
Si è fatto tardino e comincio a essere stufo. Ho trovato un alloggio. Un motel sulla strada. Fortunatamente aperto. Ne ho passti due chiusi,e avrei pagato oro per potermi fermare ! Il posto è carino, ma giustamente spennano un pò, essendo l’ unico. Meglio comunque di spararsi una notte in sacco a pelo in macchina, visto il freddo e la desolazione..Qui decisamente sarei a rischio di vita. Morirei assiderato o giù di li.
L’ unica consolazione, non da poco, è che pare avere questo accesso wireless. A pagamento, ma torna utile, altrimenti prima di prendere sonno,…hai voglia.
Ovviamente, altro guaio tecnologico. Sono arrivato lungo e mo non funzia na cippa.
Niente blog stase..

24/06 Lascio Wellington , vado a Christchurch


La mattina mi sono svegliato abbastanza tranquillo, sempre in tempo per fare il check out entro le 10 come da ragolamento dell’ ostello.
Vado alla macchina, e trovo l’effetto simpatia: multa !!
In pratica un parcheggio azzardato.. ero arrivato di Venerdì, avrei avuto libero e gretuito il parcheggio per I due giorni seguenti, sabato e domenica. Essendo Venerdì ormai alle 7 o 8 di sera, o giù di li…ho pensato: chi vuoi che passi in questa via secondaria…e invece TAACCCC.. !!
40 dollari nzd che dovrò pagare prima di partire. Non na cifra altissima, ma piuttosto una scocciatura….
Poi ho scoperto la seconda delusione tecnologica del viaggio: ho lasciato una chiavetta usb sul pc all’ ostello.. La mattina dopo non c’era già più. Qualche morto di fame ha pensato bene di arricchirsi con 256 Mb di memoria..e un archivio di robe italiane, alcune anche molto personali (!!). Vabbè, pazienza. Non sono questi I problemi…
Così ho cercato di godermi questa giornatina di sole a Wellington prima di lasciare la macchina e prendere l’ aereo.. Sono andato al museo nazionale dei tatuaggi, ed ovviamente era chiuso. Porca pupazza !!
Così, ho scelto la città, un giro per un grande complesso di magazzini tipo Harrods. Ho dilapidato altra pecunia e poi via libera a un pò di relax. In questo senso sono andato in macchina a bere un paio di birre, Avevo comprato un bel cartone di birrette per il viaggio nell’ isola del nord, ma ne avevo bevute solo un paio. Visto che quelle in esubero non le avrei potute caricare sull’ aereo, ho pensato che buttarle sarebbe stato un peccato ;-)
Con calma mi sono diretto al noleggio, dove ho lasciato la macchina, e regalato ai tizi le ultime tre birre che non ero riuscito a bere…! ;-) hanno ovviamente apprezzato. Infatti mi hanno portato alla stazione dei bus, dove ho preso uno shuttle per l’ aeroporto. Ci sono arrivato con qualche ora di anticipo, e ho fortunatamente trovato la connessione wireless che mi ha permesso di godere in massima scioltezza il mio Macbook.
Preso l’aereo, anche grazie all’ aiuto di una simpaticissima signora dell’ Air New Zealand (signora ? …ci risiamo..). In sostanza si è adoperata per farmi il boarding pass immediate, a partire dalla stampa marcia che avevo con me.
Sono arrivato a Christchurch con 50 min di volo, e senza fare conoscenze sull’ aereo.
A Christchurch ho preso la navetta e ipod nelle orecchie, con un pò di Luca Carboni vecchio stile in cuffia son arrivato in centro. Proprio davanti alla famosa cattedrale ho trovato il mio nuovo ostello. Sempre stessa catena, ormai è una garanzia..
Ho fatto una bella doccia, e ho cercato un posto per cenare. Nel frattempo si era fatto tardino (per l’ idea del tempo che hanno qui). Ho fatto tempo a girare un pò, ma di posti per cenare, un pò nuovi rispetto al solito nemmeno l’ ombra. Pub vuoti, e città complessivamente deserta….bleah.. Sono rientrato in ostello e ho cercato di cenare li con qualcosa. In tutto una pizza e una birra.
E poi: COMINCIA LA SERATA.
I soliti butei inglesi… ‘proposito.. La nuova Zelanda è la patria di questi 20 enni in giro, con bus e altro..la maggior parte in giro per mesi di cazzeggio totale, per lavori occasionali e bevute fisse..
Seduto con la mia birra e la guida davanti, vengo giustamente ;-) abbordato da un angelo australiano.. mora, altina, occhi tremendamente azzurri. Incuriosita più che altro da questo visibilmente meno brit ! Simpatica, viene dalla gold coast, ed è stata in Italia. E’ li con gli amici.. Na bellissima creatura, visto che poi me lo chiederete… ;-)
Forse un pò bevutella.. così poi non ci si ribecca. Anch’ io un pò ribelle, possiamo dirlo.
Nel frattempo faccio due chiacchere con Sasha, una ragazza different, infatti è danese. Si và oltre e conosco due tizi buffi, due brit. E’ mezzanotte, e mi invitano a proseguire la serata con loro. Why not ? have a beer out there ! Andiamo, Pub molto inglese, l’ ultimo rimasto aperto in città. Dopo pochi minuti arriva anche Sasha. Ci spariamo un paio di pinte. Con loro si gioca ad armi pari ;-) Propongono la partita a biliardo… Ok.. e avanti: facciamo le 2 nel frattempo… Sasha è un pò noiosetta, è qui per lavoro e vacanza. Ha 50 bottiglie di vino in una macchina, la sua macchina, con cui gira il paese: l’ ha pagata 300 nzd. Poco più di 150 Euri !! Panico. Come farà a riportarsi in Danimarca le bottiglie solo lei lo sa !.. Getto la spugna e prendo la via della branda. Resteranno fuori solo Simon (uno dei due) e la tipa per andare ancora a locali..o altro ?!?!. Il bello è che il tipo, questo Simon era arrivato il giorno stesso…tanto per rendere l’ idea dell’ energia !
Serata molto molto bella.

Eccomi !

Purtroppo non riesco a scrivere nulla perche' questo pc non ha la porta per la chiavetta..
Altrimenti avrei gia' pronte tre giornate di BLOG da caricare...
:-(

Insomma dovrete pazientare, ancora fino forse a domani (spero).

Questi ultimi giorni sono stati davvero particolari. Party e vegetazione lussureggiante. Non digo altro...

Comunque.
Per Enrico, Google earth..
Ero a Christchurch, poi arthur's pass, poi hotitika, poi haarst, dove sono ora.
Se tutto va bene torno sulla costa est domani,ma sono solo 10 ore di guida. STIKAZZI !!

Raccontatemi un po' di voi nel frattempo...
Penso gia' al ritrovo con sbevazzata. Il vino di qui devo ancora assaggiarlo, ma il valpo, quello lo berrei ora !!

sabato 23 giugno 2007

Fotine degli ultimi giorni...

Diamo un pò di foto và.....
altrimenti non ci si intende.... ;-)

(special thanks 2 Wellington airport free wlan connection).

















HAKA !!

Pubblichiamo la HAKA và..
(Haka taparahi...ovvero haka di guerra..)


KA MATE, KA MATE
KA ORA, KA ORA
TENEI TE TANGATA PUHURUHURU
NANA NEI I TIKI MAI I WHAKAWHITI TE RA
UPANE UPANE
UPANE, KA AUPANE
WHITI TE RA

E' la morte, è la morte
E' la vita, è la vita
Guarda l'uomo irsuto
Che ha fatto si che il sole splendesse di nuovo
Fianco a fianco
Serrate i ranghi, tenetevi saldi
Nel sole che splende

E' quello reso celebre dal mito degli All Blacks

23/06 Wellington.


Mi sono svegliato con tutta calma, ho fatto una bella discreta dormita.
A mia sorpresa stamane c’è il sole, altro che le pessime previsioni che davano pioggia.

Sono uscito. Ho trovato uno Starbucks e ho fatto colazione. Quando vedo le tazze, il mio pensiero torna immediatamente alla mia: presa in prestito a Edimburgo..un giorno o l’ altro dovrò pur riportargliela J
Orange juice e un muffin (raspberry & apple).
Non c’ è freddo qui. Un pò di vento, dovuto al mare, ma niente freddo..
Ho fatto due passi in città, e mi sono diretto verso la cremagliera, la cablecar come la chiamano qui. Si tratta di un trenino che si arrampica sulla collina.
Una volta sopra, si gode un panorama fantastico. La città, il mare.
Come se non bastasse, si arriva all’ inizio dei botanic gardens: giardini botanici pubblici in cui sono presenti moltissime specie di piante neozelandesi e non. E’ un posto veramente figo. Si scende la collina, in mezzo a questi alberi e piante allucinanti. Begonie, aceri, felci, cactus, etc..
C’ è un teatro all’ aperto. Sopra ci sono due tizi che stanno facendo THAI CHI. Cazzo figata !!
Da li si arriva a un nuovo giardino, chiamato Nordwood Rose garden: ci sono circa 150 tipi di rose diverse.
Comincio a farmi una splendida ide adi questa città: è molto più attraente di Auckland.
Dai giardini ridiscendo giù e ritorno in città. Qualche acquisto… Mi devo fermare altrimenti non so veramente più come conservare le mie finanze…
E’ passato mezzogiorno.
Passo da un negozio per cambiare la pila dell’ orologio: il sensore dice che è quasi scarica. Vuoi mai che mi lasci a piedi proprio domain che devo prendere l’ aereo.. ??
KOLKA…

Mi dirigo verso la zona del molo, dove andrò a vedere il TE PAPA. Un enorme museo nazionale. Un posto assurdo. Basti pensare che è costato più di 350 milioni di dollari.
All’ interno un pò tutto sulla nazione. Lo chiamano “Our place”. C’ è anche uno spettacolo Maori, con tanto di HAKA. I tizi sono proprio originali..è figo.
Giro tutto il museo in qualche ora, ci sono molti oggetti Maori, e un MARAE (una specie di tempio Maori). Fighissimo.
Tanto figo quanto più che è gratis !

Ah. Prima di entrare sono stato in un ex fabbrica, dove fanno la birra. Ho pranzato con ottimo fish & chips e birra Bianca.
Mi sono rilassato al sole per una mezzora. Per quanto la Nuova Zelanda sia AOTEROA (paese della grande nuvola Bianca), oggi proprio non se ne vedeva una.

A metà pomeriggio sono tornato in ostello, giusto il tempo di una pennica;-)

Sono riuscito, per due acquisti: un lettore di memorie per mettere online le foto di questa fotocamera, e un altro cd… Questo CD è super ! Sempre musica neozelandese. Hanno una musica veramente unica. Influenze stranissime, anche raggae !

Qui in camera siamo 3 tipi e 3 tipe. Gli altri sono tutti inglesi, come ormai se ne incrociano a tonnellate. Non sono il massimo, e onestamente non mi ispirano…

Qualche nota di colore a fine giornata..

Dove ero sdraiato oggi, una panchina vicino al molo, c’erano le scritte rotanti con le indicazioni di borsa..la NZ stock exchange.. Alla fine della scritta, ne è comparsa una che non c’entra nulla con la borsa: “Wellington: best quality of life”. Proprio vero !
Una cittàa misura d’ uomo. Grande ma non troppo, bellissima. E pensare che inizialmente nei piani non pensavo di pensarci..

Per i cultori del genere, e sò che siete in tanti (grazie al cielo..), la città pullula di belle donne…. Kiwi.

Domani mi faccio un altro giro qui, e a fine giornata ho l’aereo per volare nell’ isola del sud, a Christchurch…
Si cambia genere …..
Adesso vado dove vive solo il 25 % dei neozelandesi… decisamente meno casino. Anche se fino ad ora, onestamente…non ne ho visto….!

Tanto nel w.e. non leggerete…sarete tutti giustamente a divertirvi.
Si, al caldo. Prendetevelo tutto !!

Andrea.

venerdì 22 giugno 2007

22/06 Day FIVE, from Rotorua to Wellington (via Taupo and Tongariri).

Un’ altra giornata.
Ci eravamo lasciati ieri pomeriggio. In quella che era una giornata particolare, di relax. Una volta tanto, qualche coccola.
Prima di cena sono uscito con Rachel, la ragazza irlandese, abbiamo girato un pò la città, in cerca di uno di quei negozi che ti vendono alcolici. Fuori faceva fresco. Non freddo, ma vento. Alla fine l’ abbiamo trovato. Abbiamo preso 4 birre in tutto, due lei, due io. Siamo rientrati. Ho cucinato I miei spaghetti. Veramente un’ impresa. Quel cazzo di tonno alla TAI (pepperoni inside forse..e che altro ?). Niente sale grosso, e chi cucina divinamente gli spaghetti sà cosa voglio dire. Insomma, qualcosa ho preparato. Direi il massimo che si poteva ottenere con quei pochi ingredienti . Ah..per la cronaca, avevo anche della salsa di pomodoro. Appena aperta ho scoperto che era orrido Ketchup: loro la spacciano per sugo, è tutt’altro.
Una birra, poi l’ altra. Lei si meraviglia molto della mia velocità nel berle. Due Heineken per me. Il pensiero corre subito a quell concerto vinto e non visto, proprio grazie alla famose bottigliette Verdi. Eppure è destino, la sera che avrei forse potuto vederlo, 30 feriti a Mestre per il crollo della struttura. Pazienza.
Torniamo a noi,
Insomma non male che un’ irlandese (popolo di assatanati bevitori) si meravigli della velocità di consumo alcolico !
Abbiamo alzato le chiappe e raggiunto una coppia di ragazzi americani (Arizona) al LAVA, un locale in città. Non c’era molta gente. Un buttafuori Maori simpaticissimo.
Altro giro. Ho cercato di parlare con tutti. E’ bello riuscire a essere ironici in inglese così come in italiano.
Fuori pioveva, siamo rientrati in ostello.
Ho notato come fino ad ora siano molto incuriositi gli americani per noi italiani. Gli altri, tranne gli europei, non hanno poi questo gran interesse. Insomma fino ad ora I KIWI non sono sembrti così eccezionalmente interessati. Ma non serve farne un fascio. Saranno quelli capitati a me. I Maori sono un’ altra cosa. Gentilissimi, disponibili, con una serenità e una affabilità unica. Davvero.
Veniamo ad oggi, 22/06.
Mi sveglio presto. Alle 8 sono in piedi. Rachel se ne sta andando, da qualche parte fuori città a vedere alcune sorgenti termali. Faccio il check out.
Mi decido a farmi un’ altra sessione alla SPA prima di andarmene da Rotorua.
Ci vado.
Molto particolare, pioviggina. Quindi acqua calda e pioggia fredda. Sensazioni uniche.
In vasca, conosco due ragazzi Maori. Uno dei due, appena sente che sono italiano mi racconta che è stato a Brescia. Scoprirò che è un giocatore di Rugby professionista.
Parliamo dell’ Italia. E’ stato a Verona. Adora le donne italiane. Qualcuno (ndr: indovina chi..), gli ribatte che sono stronze, come poche alter sul pianeta, lui ride….
Sono stato benissimo in sua compagnia, era molto amichevole, cosa che non capita spesso. Quando esce dalla vasca, ci tiene a darmi la mano e mi augura il meglio per questo viaggio. Mi chiede se mi piace il paese. Quando sente che il mio modo di restare affasciani da un popolo è anche quello di non misurarlo in base a quanto antica è la sua storia, ma quanto sono profonde le sue tradizioni, vedo che diventa fiero. E’ questo che mi piace di loro, la fierezza di un popolo guerriero, e chi li rispetta diventa immediatamente accettato, piuttosto ben voluto.
Così lascio la SPA, faccio una degna colazione in un bar italiano, tanto per sentirmi quella skifosa musica di Tiziano Ferro, e prendo un English tea. Guardo gli ultimi souvenir. Riparto.
Sono le 10.30 del mattino. Voglio scendere a SUD. Non so dove, non so per che ora. Vorrei fermarmi quando voglio.
Prendo la motorway 1.
Arrivo dopo un pò a TAUPO. Il più grande lago neozelandese. Sono molto curioso, ma conoscendo un lago come il Garda, non mi stupisco anche se assomiglia a un mare.
La strada è molto bella. Comincia ad esserlo. Colline, saliscendi pianeggianti, dolci.
Un pò di pioggia. Un pò di più. Sempre di più. Si colora il paesaggio lentamente.
Il lago è lì. Molto mosso. Gran vento. Imponente. Onde. Che onde. Sono molte, Il cielo cupo, nuvoloni. Ti si presenta davanti molto impetuoso, diverso da un posto turistico, ma è perchè è inverno.
Percorro la strada che lo costeggia, sempre la motorway 1. Curve dolci, a bordo strada le onde bagnano le spiaggette. Soffia il vento, ancora pioggia. Sono molte curve.
La fotocamera si sputtana letteralmente. Non starà dietro a tutte le foto che sto facendo. Mi dice “errore obiettivo”. Mi devo fermare. Controllo e ricontrollo, Non c’è verso. Fuori uso. In nessun modo funziona. Mi prende quello sconforto tipico che sovviene quando le cose non vanno, e ci tenevi. Non puoi farci un cazzo di nulla. Niente. Rassegnarti. La fortuna è che ho la buona vecchia CANON G3. Che fotocamera. Sempre al mio fianco, da una vita. Tutta la mia vita (non esageriamo, però buona parte). Non potrò collegarla al portatile. Pazienza. Male foto quelle si, quelle riesco a farle.
Così riparto dopo 20 minuti di sconforto durissimo. Vero. Non si può immaginare.
Finisce il lago.
Comincio ad avvicinarmi a Tongariri, un area montana, eletta a riserva, dove la natura regna sovrana. Cime isolate. Mi dovrebbe aspettare la neve. Si. E’ la montagna più alta dell’ isola del nord e li dovrebbe vedersi.
Ci arrivo. Ci vorranno 40 km di paesaggio assurdo. Una strada molto articolata. Isolata. Unica. Sbarre. Si, la possono chiudere per brutto tempo e neve. Continua a pivere tanto, soffia un vento fortissimo. Comincio a mettere a dura prova la Canon. Lei è perfetta. Non sbaglia uno scatto. Comincio a chiedermi se non sia un caso che sia successo il problema all’ altra. Capita che a queste cose ci creda. Si. A volte.
Faccio la strada. Mi chiedo…e se mi succeed qualcosa ? Fortuna che ho benzina quanto basta, il paesaggio è incantato: montagne innevate ai fianchi, e questa strada che passa per una specie di prateria sconfinata. Unico riferimento l’ asfalto di questa strada. Unica. Sola. E solo io. Dentro la macchina. Ti si sormonta dentro l’ impensabile, sei al di fuori di tutto, senza niente, tu. La strada, e questo sconfinato orizzonte, immense distese di cespugli. Le montagne impetuose, le nuvole cariche e grigie, sopra le cime. Foto ne ho fatte, ma le sensazioni, quelle no, non riesci a costringerle in una pellicola, in una scheda.
Ci sono cartelli allucinanti, tipo: “zona di esercitazioni militari, per la vostra sicurezza restate a bordo”. Si incrocia qualche macchina. Ma per lo più ci sono io. In sottofondo due cd, di musica b-side neozelandese, suggerita dal mio amico autostoppista. Stupenda colonna Sonora. Si Sposa col cuore che batte, quando comincia a pensare che “non ti senti sicuro” in un posto come quello.
Si addolcisce il paesaggio, le sbarre, segnano la fine di questa unica strada. Ti sei lasciato alle spalle un pezzo di “nulla”. Che effetto. Che sensazioni.
Da li a poco comincia un paesaggio diverso. Colline. Che splendide colline, Prendi una matita, comincia a spostarla leggera e con gentilezza su un foglio e segurirai I lineamenti di questo splendido paesaggio. Verde. Dovunque verde. Erba, non alberi. Metti verde ovunque e cominci a non smettere di vederlo. Anche nello specchietto della macchina. Cominciano I ruscelli. Pecore. Non è facile dirlo, ma sono veramente un’ allucinazione. Tante. Tantissime. Stupende. Come, sassi, presneti nel paesaggio. Sempre a mangiare. No, credo riescano anche a vivere il paesaggio. Si, fortunate. Ferme.
Comincio a integrarmi in questo paesaggio. Il mio amico autostoppista l’ aveva detto..questa zona è quella che maggiormente gli piace del suo paese. Avrà ragione…non so, non ho visto il resto.
Comincio però a capirlo. Mi sorprendo davanti al cielo che si apre all’ improvviso, e che tra nuvola e nuvola, lascia posto a un pò di sole. Si riesce a vedere un arcobaleno ovunque. E’ una magia, ne ho visti più qui, che in tutta la mia vita. Mi piacciono un mondo e mi fermo a fotografarne qualcuno. Belli ! Sembrano necessary, per mettere una confezione unica a questo paesaggio.
Pochissimi alberi, solo verde. Le colline assumono forme stranissime, alcune a punta, alcuni panettoni isolati, mi diverto a fotografarli. Mi sento ispirato.
La cosa allucinante di tutto questo, è la strana sensazione che ti trasmette. A me capita in montagna, sulla neve, di non riuscire a pensare a nulla. A nulla. Qui, la stessa cosa, km e km di strada, senza riuscire a cominciare un ragionamento, ma solo percepire quello che ti sta attorno. Niente di più. Mi durerà qualche ora questa sensazione. Mi sembra assurdo, ma è così. Però sta per finire. Le ore passano. Come per magia, gli sbadigli di quando ero al lago sono solo un ricordo. Lontano. Non esagero, è come fossi rinato.

Piano, ma arriva, qualche segno di civiltà, I primi paesi, e poi il paesaggio sfuma, e seppur meraviglioso, si fà più monotono. Meno armonico. Comunque bello, ma si ritorna “alla realtà”. Nel frattempo ho macinato un’ infinità di strada. Il mio obbiettivo è la capitale Wellington, a questo punto solo 200 km di strada. Me li faccio, prima però mi fermo a fare benzina. Mi prendo qualcosa da mangiare. Riparto. Rigenerato.
Rimetto la musica, che bella ! Comincio a farmi storie con la mente. E penso a quello che ho visto.
Il tempo vola. Wellington si avvicina.
Ci arrivo, col Calare del sole, anzi col buio.
Finisce l’ autostrada. Ci sono Poche uscite. Arrivo praticamente diritto al centro. Prima però, vedo il mare, quello che separa le due isole. Bella, bella illuminata !

In pochi minuti trovo la strada per l’ ostello. Mi fermo, prendo il letto.
Mi accorgo di essere stanco, distrutto.

Bevo una birra, due chiacchere. Comincio di getto a scrivere questo racconto, mentre sono ancora con la testa in mezzo al verde.

Ho letto I vostri commenti, mi piacciono moltissimo, e anche se siete lontani mi rendete sereno con le vostre battute.

Ho concluso di scrivere, sono le 22.45 circa. Non avrò foto oggi, per via della macchinetta guasta. Con l’altra, come dicevo, nisba, finchè non trovo una soluzione.
Non so se ci credete. Io si. Sono convinto cioè che oggi doveva andare così, dovevate leggere, non vedere le foto. Vi avrebbero dato una semplicissima immagine superficiale, che non è quella che vorrei trasmettervi con questo racconto.
Spero di esserci, anche in minima parte riuscito. Scrivere non è mai facile, figuriamoci poi a raccontare cose come queste.

Come capirete, il racconto della giornata, ha volutamente scansato le cazzate e I gossip vari. Merita così, oggi.

Ho fatto veramente un fracasso di strada oggi. Tantissima.
Ma se avete percepito da questo racconto quello che volevo trasmettervi, sono sicuro che mi capirete quando vi dico che sari pronto a ripartire. Subito !

A presto, dalla Nuova Zelanda per oggi è tutto.
Andrea.

mercoledì 20 giugno 2007

Na ‘jurnada da ricordare….

21/06/2007 Rotorua.

Farei un passo indietro. Ieri sera ho voluto sperimentare un pò la carne.
Così sono sceso da COBB & CO, un posto molto famoso, una catena neozelandese specializzata in questi piatti. Direi buono, molto generoso il piatto e buona la qualità. Niente a che vedere con un filetto dei nostri, ma ovviamente bisognerebbe sapere dove cercarli: non credo che abbiano problemi con la qualità della carne da queste parti….ci sono solo prati e manzi al pascolo…
Un paio di Heineken per pasteggiare (avevano solo roba europea..).



La notte è stata demoniaca !! ha piovuto una cifra e devo dire che per qualche motivo non ho chiuso molto occhio. Strano.. Forse colpa mia, per non aver preso al melatonina (mi dovrebbe aiutare a smaltire il fusorario..) e sarebbe stata la sera indicata per smettere di prenderla. Diciamo anhe che ha funzionato, non avendo mai dovuto passare problemi per via del fuso, attutito al 100 % !!
Insomma, dormito veramente da schifo. Anche un casino furioso da sotto. Tipo un locale. Roba da GERMANO: "ma chi e' che fa quel cazzo de casino li" ......
Peccato. Oltretutto sono in un ostello spettacolare. E’ in pieno centro, un ex fabbrica (credo) di 4 piani.. Non ha scale ma solo rampe. Colori stupendi, e una pulizia davvero formidabile (meglio di altri posti in cui sono stato in passato, anche hotel costosi..). basti pensare che dentro c’è anche la palestra artificiale da arrampicata ! Saranno 15 o 20 metri di parete: WOW. E’ che non ho voglia..sennò..!
Tutto questo per dire che il posto avrebbe conciliato il sonno assolutamente. Ero in una cameratona ma con solo con due butei, texani, aficionados della tavola (snow)…
Ho fatto la notte con I tappi di ordinanza: approposito, quelli psicadelici di Madrid
Sono fighi, ma funziano di meno. Sperimentato !! Sono serviti una cifra per non farmi sentire il rumore assordante della pioggia.
Così, mi sono svegliato con l’ idea che già avevo preso ieri: GIORNATA DA DEDICARE AL CAZZEGGIO!!.
Quindi ho pernottato per un altra notte qui.
Stamattina mi sono andato a fare la spesa, per una serata con pasta (se famo du spaghi..!). Ho trovato qualche skifezza al supermercato, e li faro con sugo e semmai anche tonno (le uniche cose decorose trovate). Avessi trovato un fruttivendolo, mi sarei sbizzarito, ma se non sono pirla, non ne ho visto uno, e al supermarket non c’era verdura .. L

Poi viene il bello !! Fatta la spesa sono andato al Polynesian SPA (guardatevi il link). Una SPA a 150 metri da me, affacciata sul lago (avevo detto che Rotorua è praticamente la Lazise de noealtri?????).
Premessa,…questo posto non è supermeraviglioso solo per me, ma è stato eletto fra le top ten 10 SPA del mondo !! Con 12 Euri, mi sono permesso l’ ingresso.
Questa mattinata di relax ha praticamente scalzato il primo momento di relax della mia vita, qualche anno fa a Santorini, nel villaggio di Phira (Firo Stefani), davanti al volcano, al tramonto..col vento..
Immaginate 7 piscine sulfuree con temperature diverse che vanno dai 35 a 43 gradi. A pochi metri dal lago. Immersi in un paesaggio unico, in cui il verde delle colline sposa I colori dell’ autunno, le cariche nuvole bianche si confondono con altro vapore che fuoriesce dal bordo del lago (tutta la zona qui è un volcano..con emissioni geotermiche, geyser, etc…).
Non c’era molta gente. Un motivo in più per vivere questo sogno. Tutto in condizioni perfette con il bordo delle vasche a scomparsa all’ orizzonte, roba da cartolina. Legno, tanto legno per appoggiarsi comodamente.
Per un pò di dollari in più si sarebbe potuto optare per piscine (mini) private. Si avete capito bene… (ndr: secondo me posti con un altissimo consumo di sesso per coppie..)..
A me invece come al solito è capitata l’ ultra settantenne che si è pure permessa la battutina uscendo dall’ acqua.. !!
Poi son rientrato e ho fatto amicizia con I miei nuovi inqulini di stanza. Una ragazza irlandese, un paio di americane. Sto giro stanzone rosa.
Fatto questo sono andato a pranzare un pò tardino, sushi anche oggi. Sto giro sono capitato in un posto mitico: un ristorante veramente giapponese, con giapponesi veri, e menu in giapponese. Piatto enorme, spesa ridicola, come al solito !
A fine pranzo una scena mitica. Un cliente prima di me lascia alla cameriera la carta di credito, e lei inspiegabilmente gliela crepa. Non ho visto come, ma ho visto il risultato: carta a metà. La cameriera, in tipico stile nipponico si è messa a urlare disperata per il senso di colpa. E’ arrivato il cuoco. Il cliente nel frattempo, in inglese gli ha detto che sono degli stronzi, e imbecilli. Parolacce a go go !. Poi ha pagato cash e se ne è andato di malomodo.
A questo punto entro in gioco io: faccio I complimenti al cuoco, dicendogli che (è vero) ho mangiato uno dei migliori sushi della mia vita. Lui diventa felicissimo e molto orgoglioso ! A sto punto, per rasserenare la cameriera sfodero il mio giapponese, e le dico che sono uno studente di giapponese…lei rimane incredula !!!
Poi le spiego che è un pò che non lo studio più..
Così, pago molto contento il misero conto e faccio I miei complimenti in giapponese, e saluto in giapponese. I tipi davvero al settimo cielo.
Aspita, mi sono sentito davvero troppo bene a risollevarli in meno di 1 minuto da quello che gli era capitato…! Insomma, Padre Andrea, dopo tantissimo cazzeggio (meritato, brutte bestie, è dall’ anno scorso che non faccio ferie…!!) ha dispensato un pò di armonia anche qui in Nuova Zelanda.
Poi sono rientrato in ostello, dopo aver fatto un pò di foto in giro, fatto un pò di shopping..e passeggiato in un parco.
Al mio rientro ho conosciuto Christina, una tedesca che studia in Australia, Stasera come dicevo, penso di cucinare italiano, e dovrei avere ospiti..
Vi posto un pò di foto: sono davvero poca roba, ma un pò le ho selezionate !

Faccina MAORI con linguetta fuori :-D
Andrea






























HO MESSO A DESTRA IL MIO NUMERO DI CELLULARE QUI ! PERCIO'' NON MANDATE ROBA SU QUELLO ITALIANO MA SU QUESTO....(PER I PIU' BRACCINI, SONO SOLO 30 CENT DI EURO !!)


20/06/2007.

Rieccoci.
Dai zozzoni che vi racconto un po’la giornata di oggi…
Al contrario di quell che dicevo, sono andato a NORD !
Bellissimi posti.
Ho guidato una cifra. A un certo punto ho incontrato un ragazzo neozelandese e abbiamo fatto 3 ore in macchina. Era un autostoppista…
Non ricordo piu’il nome, ma mi sono volate quelle ore. Abbiamo parlato in lungo e largo della nazione, e mi ha dato una cirfa di dritte. Bah, sperem in ben !!

Un po’il punto su quello che ho visto; dicevamo natura e vegetazione speciale, sensazionale !!!!!!!! Allucinante, a fotografarla impazzisco, dovrei essere un cyborg con la fotocamera piantata nel cervello !!
Cmq di fotine ne sto facendo parecchie. Con entrambe le machine, visto che la Canon le fa ancora alla grandissima…. ! perfette.
Ho fatto anche un po’di shopping…. E regalini J

Ho pranzato con SUSHi. Alla facciazza vostra qui con 5 euro si pranza con sushi: 6 rolls ! Ti danno anche una zuppa di UDON, I bigli in brood per dirla alla veronese !
(rob che a Verona, se non e’cambiato qualcosa…non esiste..).

Birra molto buona. Si Chiama TUI quell ache ho bevuto fino ad ora. Assaggero’quelle speciali che si trovano nell’isola del sud..

Donne, visto che molti di voi luamari me lo chiedete: sono molto English style. In citta ad Auckland se ne vedevano di tutti I tipi, qui in giro invece sono piu’normali..
Simpatiche alcune, alter meno.
Alcune notano il latino che passeggia (that’s me !) e lanciano sguardi….
Cmq non frustatemi, ma sembra la stagione delle tardone, ne incrocio molte.. hahahah.. diciamo che sono fatalmente incuriosite.

Veniamo all’argomento oroscopo…
Urca, ma non dovevo starmene a casa ad aspettarla secondo COSMOPOLITAN ? J
‘proposito, ho scoperto che non hanno un’ edizione neozelandese, ma quella inglese ..

Adesso, per mandarvi tutti un po’a remengo vi dico che sono a ROTORUA, citta’che sorge su zona vulcanica e termale… quindi, domain CAZZEGGIO TOTALE: compro un costume e mi infilo in acqua a 45 gradi che fuori c’e’ fresco….

Ho pochissimo tempo ancora, quindi vi lascio per il momento…
Che forza la Nuova Zelanda, ancora mentre cammino mi sembra di non esserci, che sia uno scherzo, invece no, SONO VERAMENTE DALL’ALTRA PARTE DEL MONDO….!!

martedì 19 giugno 2007

Visita ad Auckland e poi via... ;-)


19 Giugno…

KIA ORA (Benvenuti)..
Ho passato al notte precedente abbastanza bene. Fondamentalmente dormendo. Ho alloggiato in un ostello in centro. Camera pessima, una notte in più non l’ avrei fatta: e si che ero da solo.
Così sono uscito, sono andato in uno Starbucks a fare colazione. ‘Proposito, qui riesco a pagare anche la colazione con la carta di credito.
Ovunque ci sono cinesi, alcuni jappi, e molti maori. Il resto sono inglesi o ex inglesi. La maggior parte dei turisti sono Inglesi.
In ostello ne ho conosciuto qualcuno. Poi una ragazza dalla Repubblica Ceca. Funziona molto che quelli che sono stati in Australia e devono rinnovare il visto vengano qui, in attesa di riottenere quello australiano. Si tratta di una pratica diffusa.
Ho preso l’ autobus per andare all’ Auckland Museum, la cosa che più interessava di questo soggiorno ad Auckland. Il museo è incentrato sulla cultura maori, ecco perchè..!
E’ stato piacevole il giro con il bus, un bus di linea che involontariamene fa il giro dei posti più carini della città. Ho fatto amicizia con l’autista, agamato in fretta come ex british (ho intuito l’ accento questo giro..) e poi ho conosciuto una signora inglese che si è trasferita qui. Gli inglesi, appunto, lo fanno abbastanza spesso. Oltretutto non ho indagato ma sembra che per loro sia più facile..
All’ interno del museo, qualunque cosa: dalle case Maori, agli strumenti musicali, a quelli di pesca e caccia. Ancora, strumenti di difesa, e ovviamente gioielli: la parte più bella che più rappresenta la tradizione..un fortissimo simbolismo.
Ecco anche una foto in compagnia di due ragazzi Maori, in costume tradizionale !!!!!
Lui cattivissimo, avrà avuto un metro di lingua (la tirano così fuori in senso di minaccia), lei molto Mediterranean style (probabile che I lineaenti siano contaminati..). In realtà vedere I Maori per strada è commune. Vederli così, impossibile. Le donne soprattutto riflettono I tipici lineamenti Polinesiani.

Ho preso la macchina. Mi hanno dato una macchina che dal nome è tutto un programma: Mazda Cappella !!!!! E’ un familiare, 4 ruote motrici, colore verde smeraldo, con I vetri posteriori scurissimi: altro che touran….! Cambio automatico ovviamente. Diciamo che anche la targa è un programma : 699 .
Ho qualche fotina, ma sono pesanti e non ho tempo di ridimensionarle. Al mio arrivo si avranno tutti I particolari di questo bijoux..(si scriverà così poi ??).

Quindi, fedele a quello che avevo detto la volta scorsa (che sarei andato a Sud) sono partito in direzione NORD ! Perchè l’ ho fatto ?
Due motivi: il primo è che questa vacanza non ha programmi rigidi (EVVAI), il secondo perchè tutti parlano molto bene di questa parte dell’ isola del Nord.
La guida mi ha stancato parecchio oggi. Così, alle 18.30 mi sono fermato in un MOTEL per dormire. Sono nei pressi di un posto chiamato Wangarei. I nomi son tutti difficili.
Con probabilità tornerò al più presto verso Sud, destinazione Rotorua. Una zona interessantissima e ricca di centri termali.
Nel frattempo dico solo che oggi ho iniziato a rendermi conto di quell che si vede nelle foto. Dovendo sintetizzare al massimo : Colline & pecore.
Vegetazione fittissima, colori allucinanti, e pochissima gente in giro..
Ci sono posti talmente belli da sembrare irreali.
Una volta visti, credo non si possano dimenticare più per tutta la vita.
Avrei voglia di raccontare ancora moltissime delle sensazioni che ho percepito passando per la prima volta una natura come questa, ma proprio mentre ero in macchina, dentro di me, pensavo che niente potrebbe trasmettere quello che si può vedere. E’ veramente dura: credo che l’ unica sia provare a vivere tutto questo di persona..
Qui di virtuale c’è veramente poco….

A presto,
Andrea

domenica 17 giugno 2007


Allora, da dove iniziamo ??
Beh…dalla fine: sono ad Auckland. Davanti a una pinta di birra.

Sarebbe interessante sapere come ci sono arrivato. Beh,..dopo un giorno e mezzo su aeroplani in giro per il mondo.
E’ proprio il caso di dire che di voli, ne ho fatti. A cominciare dal Verona Francoforte, che parte con 2 ore di ritardo e che mi fà letteralmente tremare per via della coincidenza che mi aspetta a Francoforte. Ci sono arrivato al pelo, o quasi, con una corsa per l’ aeroporto di Francoforte buio e vuoto….con un fiatone allucinante.
Poi riesco finalmente a imbarcarmi sul Francoforte Sydney, non prima di essermi inruffianato la hostess che mi lascia un posto eccezzionale: davanti agli schermi, così almeno non sacrifico le gambine….
Seduta accanto a me una simpaticissima zitellona australiana di 63 anni che per qualche motivo abita a Singapore (città dove dopo faremo scalo). In sostanza riesco a dormire quasi tutte quelle 9 ore circa che mi portano a Singapore…Incredibile:merito di TAVOR !!
Quando non ho dormito mi sono fatto due chiacchere con la tipa, sentendo dei suoi mega viaggioni..
Poi siamo a Singapore, dove per 1 ore scendo dall’ aereo e vado in aeroporto: puliscono l’aereo…
Da qui riparto e arriverò più tardi a Sydney…dove c’ è un tempo skifosetto. Sono lì circa alle 5.00 di mattina.
Pensare che sul volo c’è un tipo spiaccicato a LOCK, il pelato di LOST (serie TV): è identico, è un italiano, e …….zoppica. Insomma, potrebbe essere lui.
Da quell momento sono apposto…ormai manca solamente l’ ultima tratta: Sydney Auckland. Il volo durerà circa due ore e mezza, con due ore ulteriori di fusorario…
‘proposito di fusorario, meglio non ripensare a tutti I calcoli dementi che mi sono fatto per capire se sarei riuscito a prendere le coincidenze.
Roba assurda, potere del TAVOR !
Pensare oltretutto che per I fusorari, continuavano a portare da mangiare: a tutte le ore c’è una colazione in qualunque fusorario !! CMQ ho cenato una volta sola, visto che il mio oroscopo suggeriva la dieta…. L’ unica che ho fatto era molto THAI: pesce ottimo, roba tipo merluzzo. Riso cinese e verdure cotte al vapore.
Colazioni ne ho fatte due.

Il volo Sydney Auckland da solo fornisce l’ idea di questo paese: il 90 % dei passeggeri erano ragazzi sotto I 40. Molti I KIWI ( così si chiamano I neozelandesi..) che ritornavano a casa, molti altri quelli che invece si recano nel paese per farci un viaggione.
Quest’ ultima parte del viaggio è stata molto molto bella, specie il sorvolo dell’ atterraggio sopra la città…
Per entrare ti chiedono anche se hai della terra sotto gli scarponi che porti con te. Lo chiamano rischio biologico. Controllano e ricontrollano tutto, e si assicurano che non importi cibo, vegetali, etc.

Ora sono a Auckland. Qualche ora e la città la si gira. Poi però bisogna andarsene, almeno è quello che consigliano qui.
Oggi ho visto qualcosa, domain guarderò il museo, e poi me ne vado….
Verso SUD.

Saluti da Sydney...

Non ho moltissimo tempo, sto scroccando un accesso gratuito, con mezzo mondo dietro (niente paura, ci sono anche femmine...).
Ho percorso la parte piu' impegnativa del viaggio, 24 ore circa fino a qui....
Non so bene ancora quante per arrivare in NZ, diciamo 5 va'... boh !!!
Cmq sono piuttosto fresco...

Spero di poter riprendere presto il racconto, magari dettagliando un po' di piu' le avventure.
Spero anche, che ad Auckland ci sia la valigia :-)

Un grosso abbraccio dall' Australia.....

Andrea.

venerdì 15 giugno 2007

Un' occhiata al clima...

Dando un' occhiata alle mitiche previsioni meteo fatte con le cipolle, sembrerebbe, manco a farlo apposta, che l' ultima decade di Giugno, e la prima di Luglio, qui in Italia saranno particolarmente calde..
Quindi una minima consolazione, rispetto al fatto di andare incontro all' inverno australe..
In particolare
Fine Giugno : Caldo forte - Aria da Sud
Inizio Luglio : Caldo forte e torrido

Buttiamo l' occhio dall' altra parte del mondo:
Nuova Zelanda... a nord intorno ai 10 gradi (massime a 15), a sud tra zero e cinque...
Australia... c'è un pò di brutto tempo ultimamente. Nell' ultimo w.e. è caduta tanta di quell' acqua da far paura. Strade trasformate letteralmente in fiumi, macchine trascinate ovunque...
..Cazzo figata !

giovedì 14 giugno 2007

Parafrasando chi lasciava il paese..

..Preso da un monologo di Remo Remotti..


Me ne andavo da quella Roma puttanona, borghese, fascistoide, da quella Roma del "volemose bene e annamo avanti", da quella Roma delle pizzerie, delle latterie, dei "Sali e Tabacchi", degli "Erbaggi e Frutta", quella Roma dei castagnacci, dei maritozzi con la panna, senza panna, dei mostaccioli e caramelle, dei supplì, dei lupini, delle mosciarelle...
Me ne andavo da quella Roma dei pizzicaroli, dei portieri, dei casini, delle approssimazioni, degli imbrogli, degli appuntamenti ai quali non si arriva mai puntuali, dei pagamenti che non vengono effettuati, quella Roma degli uffici postali e dell’anagrafe, quella Roma dei funzionari dei ministeri, degli impiegati, dei bancari, quella Roma dove le domande erano sempre già chiuse, dove ci voleva una raccomandazione...
Me ne andavo da quella Roma dei pisciatoi, dei vespasiani, delle fontanelle, degli ex-voto, della Circolare Destra, della Circolare Sinistra, del Vaticano, delle mille chiese, delle cattedrali fuori le mura, dentro le mura, quella Roma delle suore, dei frati, dei preti, dei gatti...
Me ne andavo da quella Roma degli attici con la vista, la Roma di piazza Bologna, dei Parioli, di via Veneto, di via Gregoriana, quella dannunziana, quella barocca, quella eterna, quella imperiale, quella vecchia, quella stravecchia, quella turistica, quella di giorno, quella di notte, quella dell’orchestrina a piazza Esedra, la Roma fascista di Piacentini...
Me ne andavo da quella Roma che ci invidiano tutti, la Romacaput mundi, del Colosseo, dei Fori Imperiali, di Piazza Venezia, dell’Altare della Patria, dell'Università di Roma, quella Roma sempre con il sole – estate e inverno – quella Roma che è meglio di Milano...
Me ne andavo da quella Roma dove la gente pisciava per le strade, quella Roma fetente, impiegatizia, dei mezzi litri, della coda alla vaccinara, quella Roma dei ricchi bottegai: quella Roma dei Gucci, dei Ianetti, dei Ventrella, dei Bulgari, dei Schostal, delle Sorelle Adamoli, di Carmignani, di Avenia, quella Roma dove non c’è lavoro, dove non c’è una lira, quella Roma del "core de Roma"...
Me ne andavo da quella Roma del Monte di Pietà, della Banca Commerciale Italiana, di Campo de’ Fiori, di piazza Navona, di piazza Farnese, quella Roma dei "che c’hai una sigaretta?", "imprestami cento lire", quella Roma del Coni, del Concorso Ippico, quella Roma del Foro che portava e porta ancora il nome di Mussolini, Me ne andavo da quella Roma dimmerda! Mamma Roma: Addio!

Vabbè. Quando ha scritto questo poi se ne è andato in Perù.. Ma poi è tornato !! :-(

mercoledì 13 giugno 2007

A grande richiesta, per non annoiarvi....



















..Una breve introduzione al tatuaggio Maori...

Dicevamo: Koru (felce neozelandese) come spunto.

A questo punto, la tradizione vuole due forme di tatuaggio: MOKO e KIRITUHI.
Il primo riservato ai discendenti di sangue maori, il secondo una moderna interpretazione del tatuaggio che prende comunque spunto dalla forma a spirale del KORU.
Il MOKO, ovviamente veniva fatto sulla faccia !
Apparentemente tutti uguali, nascondevano invece i legami familiari e le discendenze di chi li portava. Una specie di carta di identità..





Il MOKO, veniva fatto in modo molto doloroso, con un martelletto che batteva su un ago, ricavato molto spesso da un osso appuntito.
Tanto per rendere l' idea, la foto di sinistra..
Per anni la tradizione del tatuaggio dell' area pacifica è stata portata avanti secondo questa favolosa tradizione..













E già mi immagino i commenti amichevoli di quelli che mi invitano a farmene uno in faccia per abbellirmi...o meglio coprirmi :-D !!