Per vedere se ho imparato al lezione del no worries....del "zero problemi"....
ho fatto l' ultim prova, superata con successo..
A un certo punto, qui nell' aeroporto è suonata la campana dell' allarme incendio. Un aeroporto intero doveva smobilitarsi, evacuare..!!
beh, in quest' ultima prova me ne uscivo tranquillo tranquillo con ipod infilato nelle orecchie e cercavo di cambiare brano, mettendo qualcosa di adatto !!!
Il tutto mentre un' ondata di persone andava alle uscite...
Insomma.
Flemma acquisita, fino all' ultimo ;-)
che storia !!
Ora sto per imbarcarmi..qui piove. Speriamo a Sydney sia meglio....
martedì 3 luglio 2007
04/07 Aeroporto..forse..
Sono le 12 di Mercoledì. Sono all' aeroporto.
Alle 3 e qualcosa ho il volo. Al momento quelli della Quantas li stanno cancellando o sospendendo per via della nebbia molto bassa qui a Queenstown.
Non si sa perchè, quelli dell' Air New Zealand li stanno invece facendo partire..
..Se c'è nebbia non c'è per tutti ??
Domande a cui non penso sappiano dare risposte..
Comunque ovviamente No Worries.. qualunque cosa succeda ;-)
PS: grazie per gli sms di ieri !
Ora torno a fare le mie 1000 prostrazioni davanti a SHIVA perchè queste nuvole si diradino.. !!
Alle 3 e qualcosa ho il volo. Al momento quelli della Quantas li stanno cancellando o sospendendo per via della nebbia molto bassa qui a Queenstown.
Non si sa perchè, quelli dell' Air New Zealand li stanno invece facendo partire..
..Se c'è nebbia non c'è per tutti ??
Domande a cui non penso sappiano dare risposte..
Comunque ovviamente No Worries.. qualunque cosa succeda ;-)
PS: grazie per gli sms di ieri !
Ora torno a fare le mie 1000 prostrazioni davanti a SHIVA perchè queste nuvole si diradino.. !!
CONCLUSIONI NEOZELANDESI
Ho cercato un testimonial di eccezione di questa avventura, qualcuno che potesse un pò sdrammatizzare questa mia prossima partenza..(..ci sarò riuscito..?)
CONCLUSIONI NEOZELANDESI
Non è facile chiudere le giornate neozelandesi con un pensiero come dovrei fare qui, sul Blog.
Intrappolare tutto in una serie di righe non è, e non sarà, facile.
Posso provarci.. !
Posso iniziare parlando subito della vacanza da solo in generale. Qui mi limito a questo: sorprendente. Non credevo che alla fine una vacanza in solitaria riuscisse a darti tanto, a regalarti sempre così tante nuove esperienze, senza mai annoiarti. Sarà anche stata fortuna, ma non ho mai sentito l’ esigenza di nulla e di nessuno in queste settimane.
Riflettendo su questo, credo di poter dire che molto dipende dal fatto che non si ha, nella vita di tutti i giorni, la possibilità di prendersi il proprio spazio. Con questo intendo momenti in cui sei assoluto padrone delle tue decisioni, non rimetti a nessun altro e tutto ruota intorno a te. Qualcosa o qualcuno, nella vita di tutti I giorni c’è sempre.
Un secondo aspetto su cui mi soffermo, è il fatto di una destinazione così lontana. 20.000 km da casa, il posto più distante al mondo dove andare.
Anche qui sorpresa. La distanza non l’ ho mai sentita. Non ho la più pallida idea del perchè. Mi sono ambientato subito a tutto, senza percepire la minima differenza di fuso o problemi legati all’ assorbimento di due giorni di aereo. Ricordo in particolare di essere arrivato ad Auckland. Destinazione ostello. Dopo solo un paio di ore ero già per strada con la guida a girare.
In questo caso, penso che molto di questo adattamento sia dipeso da un’ enorme carica di entusiasmo che portavo con me, dalla voglia di non fermarmi un solo istante. Un’ energia che ha accompagnato tutti I miei giorni qui, facendomi fare qualunque cosa senza mai essere stanco. Le avessi fatte in Italia, avrei dovuto prendere ferie per una settimana !
La destinazione.
Prima di partire avevo molta aspettativa. L’ aspettativa da cartolina: aver visto così tante immagini e documentari aveva fatto crescere in me la curiosità per questo posto.
Quando l’ aereo virava sulla baia di Auckland per cominciare la fase di atterraggio, I primissimi colpi d’occhio sul verde mi avevano dato la stessa impressione. Bello cioè.
Tutto è cambiato quando mi sono messo al volante e sono uscito dale città. Da quel punto in poi, ogni volta, si “entrava” nel paesaggio. Tutte le volte che la macchina passava in mezzo a qualunque posto meraviglioso, un senso di incredulità mi assaliva.
Non è possibile.
Eppure.. Tutto si materializzava, tutto quello che prima era “roba da cartolina”.
Qualunque tipo di paesaggio. Foreste con palme, spiagge deserte, isole in lontananza, laghi di montagna con specchi d’acqua piatti, colline verdi di un verde da evidenziatore, paesaggi di cespugli da “post fine del mondo”, valichi di montagna con strade ghiacciate, fiordi, scogliere a picco sul mare, e tutto quello che mi sono dimenticato.
La seconda parte del viaggio, nell’ isola del Sud, desolazione totale. Nessuno per le strade. Centinaia di chilometri senza anima viva. Questa è una delle cose che più mi è rimasta impressa. Esperienze così sono praticamente impossibili da vivere dalle nostre parti.
Esperienze così, quindi, non sono classiche esperienze turistiche. Prima di tutto avventure. Bisogna decisamente lasciarsi alle spalle I soliti “riferimenti”, e darsi da fare in tutti I sensi.
Uno sforzo molto grande lo richiede la lingua. L’ inglese che parlano qui, a volte si capisce e a volte decisamente si fatica. E’ molto brit, un pò più facile del BRIT (a mio avviso). Dipende un pò da chi trovi.
Complessivamente non mi lamento. Avevo portato con me il dizionario di inglese da viaggio, e non mi è mai capitato di aprirlo.
Veniamo alla parte un pò più “spiritual” ;-)
La prima cosa da dire è che tutti gli elementi descritti sopra, quando si combinano assieme danno una primissima botta. Entusiasmo a 1000 dunque.
Per quanto decisamente tosto a livello di kilometri, un viaggio così ti tiene sempre sù di giri. Ho sentito moltissime volte la voglia di “scappare” dalle città e di tornare nel country. In quei posti mi sono sentito decisamente a mio agio. Ho percepito davvero una dimensione nuova, diversa da quelle a cui sono abituato.
Come ho scritto qualche volta, il paesaggio ti fà staccare letteralmente. Non pensi più a nulla e non riesci decisamente a controllare il pensiero, che comincia ad andarsene dove vuole. Insomma quando si dice “si stacca”…
Ho capito di essere fatalmente attratto dall’ avventura. Non che non lo sapessi, lo avevo scoperto recentemente dopo anni di viaggi più “organizzati e pianificati”.
Ho scoperto quanto sia bello e stimolante mettersi un pò alla prova, con tantissime cose, persone, luoghi, situazioni. Mi son reso conto di aver trovato in questo senso una carica che non pensavo di avere. E’ emersa fatalmente nei momenti di maggiore difficoltà. Determinazione e perseveranza direi. Mi ha sicuramente temprato ancora di più in questi due sensi, già per me forti e ovviamente importantissimi.
Nuovi approcci. La gente di qui ha una flemma ovviamente diversa dalla nostra. Molto più accentuata fuori dale città, ma per quanto sono grandi le città, è evidente anche li.
Ci sono due tipiche espressioni che usano I kiwi e che sono riferite alla stessa situazione:
NO WORRIES
SWEET AS
Le usano con una frequenza assurda. Fai qualcosa, e loro in cambio ti rispondono con una di queste due. Il loro significato…? “NIENTE PROBLEMI”.
Vi ricorderete come fatalmente in uno dei miei più recenti post sia arrivato dopo ennessime piccolissime sfighe, a fregarmene e a praticamente far mia questa filosofia. La cosa imprevista, la sfiga, il problema, la circostanza no, il casino, la complicazione…NO WORRIES.
Beh..non è assurdo come abbia raggiunto il loro stesso approccio senza averci mai pensato e soprattutto senza averlo voluto fare intenzionalmente ??!!?? Come avrò fatto ? La mia risposta è che dopo un pò, finsici con arrivare a questo approccio se vivi qui. Ci arrivi anche abbastanza presto se si pensa a quanto poco io sia rimasto qui..
Non mi pare ci sia nient’ altro che voglia aggiungere su questo capitolo.
Lascio solo uno spunto importante.
Una perla ;-)
Nella campagna neozelandese, immerso nel verde delle colline, in questo strabiliante paesaggio, in macchina con uno dei cd neozelandesi comprati qui, risentivo una canzone. In prima battuta mi piaceva il ritmo e non avevo fatto caso alle parole:
…“Non lasciare che niente e nessuno si metta fra te e i tuoi sogni”….
Visto che ci sono, di appunti me ne segno pure un altro. Non proviene da quella canzone:
…”Non ci sono errori, ma solo lezioni da imparare”….
Come chiudere, anzi meglio come salutare ? Beh, I maori hanno due modi di salutare in vista di una partenza. Noi uno solo credo (?)..!
Io me ne vado..quindi saluto la persona che rimane con:
“E noho ra”.
Dall’ altra parte, devo immaginare qualcosa o qualcuno. Ma ovviamente non c’è una persona. Mi immagino che sia lei, la Nuova Zelanda a salutarmi (lei rimane):
“Haere ra”.
Mi sussurra lei, mentre attraverso una lacrima ci guardiamo…
03/07 Ultimi momenti a Queenstown
Non ho scritto nulla di ieri, perchè è stata una giornata brutta dal punto di vista climatico, così ho ripiegato su qualche giro in zona. A una certa ora ho recuperato Paul il tipo Brit. Pinte su pinte siamo arrivati all’ ora dei saluti. La mia pancia come quella di una donna gravida ! :-D
Oggi invece altra musica. Sveglia decente.
Poi via al noleggio a prendere l’ attrezzatura: tavola e scarponi per una giornata in montagna a fare snowboard !
Presa. Poi con la macchina su per la montagna. Questi kiwi, alla fine sono molto fifoni. Ti fanno mettere le catene su un 4wd per fare un ultimo tratto di 200 mt veramente poco innevato… che controsensi…
Il posto non è un granchè. Si chiama “the remarkables”. Gode una bella vista sul lago sotto. Poca neve L tantissimi principianti e un fottio di gente che ha milionate di abbigliamento senza nemmeno riuscire atenere l’ equilibrio. Pago per sta delusione ben un 48 euri di pass…. Ovviamente solo 3 impianti in funzione. Non si capisce… Intendo tutta sta gente che vedevi giù in città con attrezzatura top, poi te li trovi su a fare le pistine da beginners..
Mentre stavo carveggiando uno “snow patrol” mi fa cenno con la mano di rallentare… “Mo và a kagher !!”..(penso dentro di me..).
Così mi pollazzo e pasos qualche ora.
Poi scendo in città. Restituisco l’ equipaggiamento, e mi appresto a riportare la macchina. Qui…fortuna… Ovvero, grazie alla mia lungimiranza e prudenza (vedi polizza assicurazione), scopro che in una delle clausole c’ è scritto che in caso di rottura di vetri non devo sborsare nulla !!! Mica male eh…. E io he avevo passato qualche momento di sconforto pensando alla cifra da sborsare… !!
In camera mi sono preparato un green tea, circa le 17 del pomeriggio ;-)
Ho fatto anche un pò di urban surviving: ho lavato alcune magliette con abbondante acqua calda e shampoo per capelli !! Tranqui, poi ho risciacquato tutto. Le magliette poi non saranno un granchè, ma almeno se le pettino poi mi dovrebbero star bene ;-)
Invece…speriamo che si asciughino…devo escogitare qualcosa ..!!
Stase non so ancora…
Domani ho la mattina libera. Non sono ancora ispirato la bungee, che qui è molto commerciale…ma non si sa mai.. Aspettiamo domani per decidere che fare.
lunedì 2 luglio 2007
01/07 Queenstown
Mi sono preso tutto il tempo per una levata pigra. Ovviamente qui la faccenda è diversa: non mi devo spostare e quindi di tempo ne ho parecchio.
A questo punto sono andato a raccogliere informazioni sulle cose da fare qui. Tutto si è complicato, perchè purtroppo la cosa a cui tenevo di più salta.
Niente Helisnowboard.
Neve sulle montagne ne hanno, ma non proprio per fare fuoripista. Gli elicotteri al momento quindin non decollano. Una prossima perturbazione è prevista, ma non mentre sarò qui. Bel culo !
Quindi non mi resta che accontentarmi degli impianti.
Sta cosa mi ha messo di pessimo umore. Accanto a questo, anche una inevitabile impreparazione per trovarsi fatalmente catapultati in una cittadina piena di vita e cose da fare. Dopo due settimane di avventure e spazi incantati, la vita cittadina è stata come una doccia fredda.
Uno dei problemi principali è che qui mi sono ritrovato a fare I conti con l’ orologio. Qualunque cosa vuoi fare ha un orario.
Prima, mi regolavo unicamente con la luce del sole: fino al tramonto (17.30) tutto è aperto, poi basta.
Bleah !
Così mi sono trovato inevitabilmente a fare I conti con un nuovo pesante adattamento.
Ho preso la macchina per andare su per una montagna, dove epraltro ci sono gli impianti. La strada è uno schifo: fango da tutte le parti. Anche Il mio 4x4 faticava..
Ho preso una bella pausa per gustarmi il panorama e vedere dall’ alto la pista dell’ aeroporto dove atterravano gli aerie. La stessa pista che userò mercoledì per andarmene in OZ.
Fatto tutto questo mi sono detto: risolleviamo la giornata. Presto fatto.
Prendete un canyon, fateci passare in mezzo un fiume (Shotover). L’ acqua che scorre vorticosamente e abbondante. Rocce a destra e sinistra. Larghezza diciamo 15 metri.
Mettetici un motoscafo. Equipaggiate il motoscafo con due motori da 250cv ciascuno. Spingete il motoscafo giù per il torrente agli 85 km/h.
Il gioco è fatto.
Si chiama Shotover Jet. Un’ esperienza unica al mondo. Qui e basta.
Il motoscafo ha una dozzina di posti a sedere. Ti tieni ovviamente aggrappato perchè salta in alto e si assesta a destra e sinistra per le controsterzate fatte dal pilota. Ah già il pilota. Un kiwi tostissimo. Con una voce poderosa, solo da quella capisci che ha le palle quadrate !
Giù a manetta !!
Poi, cosa unica, con una manovra particolare, riesce a far fare al motoscafo un giro di 360° su se stesso mentre scende.
Risultato: adrenalina a 1000. Specie quando passa in mezzo a qualche tronco trasportato dalla corrente. Ti dici: “passerà sicuramente dall’ altra parte…”! Seee ! Ovviamente nel punto più stretto…
Sono sceso coi capelli bagnati, il resto asciutto grazie alle mantellone che ti danno.
Sono uscito tardino per cena, ormai erano le 21.30. Ormai ovunque I ristoranti erano chiusi. Ho trovato solo un delizioso posticino indiano. Cucina un pò povera ma saporita..
Sono rientrato tardi e ho guardato un pò di tele in inglese..
A questo punto sono andato a raccogliere informazioni sulle cose da fare qui. Tutto si è complicato, perchè purtroppo la cosa a cui tenevo di più salta.
Niente Helisnowboard.
Neve sulle montagne ne hanno, ma non proprio per fare fuoripista. Gli elicotteri al momento quindin non decollano. Una prossima perturbazione è prevista, ma non mentre sarò qui. Bel culo !
Quindi non mi resta che accontentarmi degli impianti.
Sta cosa mi ha messo di pessimo umore. Accanto a questo, anche una inevitabile impreparazione per trovarsi fatalmente catapultati in una cittadina piena di vita e cose da fare. Dopo due settimane di avventure e spazi incantati, la vita cittadina è stata come una doccia fredda.
Uno dei problemi principali è che qui mi sono ritrovato a fare I conti con l’ orologio. Qualunque cosa vuoi fare ha un orario.
Prima, mi regolavo unicamente con la luce del sole: fino al tramonto (17.30) tutto è aperto, poi basta.
Bleah !
Così mi sono trovato inevitabilmente a fare I conti con un nuovo pesante adattamento.
Ho preso la macchina per andare su per una montagna, dove epraltro ci sono gli impianti. La strada è uno schifo: fango da tutte le parti. Anche Il mio 4x4 faticava..
Ho preso una bella pausa per gustarmi il panorama e vedere dall’ alto la pista dell’ aeroporto dove atterravano gli aerie. La stessa pista che userò mercoledì per andarmene in OZ.
Fatto tutto questo mi sono detto: risolleviamo la giornata. Presto fatto.
Prendete un canyon, fateci passare in mezzo un fiume (Shotover). L’ acqua che scorre vorticosamente e abbondante. Rocce a destra e sinistra. Larghezza diciamo 15 metri.
Mettetici un motoscafo. Equipaggiate il motoscafo con due motori da 250cv ciascuno. Spingete il motoscafo giù per il torrente agli 85 km/h.
Il gioco è fatto.
Si chiama Shotover Jet. Un’ esperienza unica al mondo. Qui e basta.
Il motoscafo ha una dozzina di posti a sedere. Ti tieni ovviamente aggrappato perchè salta in alto e si assesta a destra e sinistra per le controsterzate fatte dal pilota. Ah già il pilota. Un kiwi tostissimo. Con una voce poderosa, solo da quella capisci che ha le palle quadrate !
Giù a manetta !!
Poi, cosa unica, con una manovra particolare, riesce a far fare al motoscafo un giro di 360° su se stesso mentre scende.
Risultato: adrenalina a 1000. Specie quando passa in mezzo a qualche tronco trasportato dalla corrente. Ti dici: “passerà sicuramente dall’ altra parte…”! Seee ! Ovviamente nel punto più stretto…
Sono sceso coi capelli bagnati, il resto asciutto grazie alle mantellone che ti danno.
Sono uscito tardino per cena, ormai erano le 21.30. Ormai ovunque I ristoranti erano chiusi. Ho trovato solo un delizioso posticino indiano. Cucina un pò povera ma saporita..
Sono rientrato tardi e ho guardato un pò di tele in inglese..
sabato 30 giugno 2007
30/06 Millford Sound, poi verso Queenstown.
La giornata è iniziata con un sacrificio. La levataccia alle 6.30.
Il programma prevede una visita al mitico Millford Sound, la zona dei fiordi neozelandesi. Posto unico.
Strada da fare. Tanta.
Passo montagne e colline, molta nebbia, pioggia lieve ma costante. Con Romain ci chiediamo se il tempo migliorerà, ma abbiamo dubbi. Tutte le previsioni danno brutto.
125 km per arrivare. Dopo un bel pò di montagna, un’ ultima galleria assurda, prima in salita, poi discesa mostruosa, buia da impazzire. Sbuca nell’ ultimo tratto, dove pochi km ti separano dalla partenza delle barche che ti portano a bordo, per questa crociera unica.
Arriviamo perfetti con pochissimi minuti di anticipo.
Stranamente il tempo è buono. Niente pioggia. Sole no, ma un pò di nuvole. Comunque eccezzionale rispetto alle previsioni.
Il posto sembra sospeso nel tempo. Ovviamente nessuna copertura cellulare, poche barche. Nessun altra cosa nel giro di qualche centinaio di kilometri.
Pochissimi, in tutto 15, I partecipanti. La crociera infatti richiede alzatacce e solo quelli che si sono avvicinati alla zona come noi, riescono ad essere li a quell’ ora.
Posti strepitosi. Cascate allucinanti in questi fiordi. Altissimi. Per scalarli ci dicono ci vogliono circa 8 ore.
Non credi possano esistere posti così. Sembra il paradiso. La barca continua a inotrarsi. Ti spiegano tutto, comprese le formazioni delle rocce.
Dopo 1 ora si sbuca in mare, mar di Tasmania. Le onde sono allucinanti, la barca deve solo girarsi per rientrare nel fiordo dalla parte opposta. Comunque lo spettacolo del mare aperto in questa zona ti fa capire quanto dura sia li fuori..
Cascate ancora, allucinanti.
La barca ci và proprio sotto. Ti danno un impermeabile e ti metti sulla punta. L’ acqua scende con una violenza da omicidio. A un certo punto prendono un vassoio pieno di bicchieri. Lo piazzano sulla punta della barca, e il capitano, con una manovra millimetrica mette il muso vicino alla cascata. I bicchieri si riempiono di quest’ acqua speciale, che scende dale montagne. La bevi… Ha un colore strano e si sente il sapore della roccia. Dei metalli. Ci sono moltissimi metalli qui, oro compreso, ma non li possono estrarre perchè è riserva protetta.
Piano piano si rientra verso il molo.
Esperienza indimenticabile, e nel frattempo il tempo è cambiato: piove. Qui il tempo è principalmente così. Scendono metri di acqua in un mese..
Riprendiamo la strada. Sono diretto a Queenstown, mia ultima destinazione qui. La città dei balocchi.
Una gran guidata anche oggi. Saranno in tutto altri 500 km. Quando rientro in Italia, mi prendo la briga di contarli, ma sono quasi certo di aver raddoppiato I 2500 inizialmente stimati.
Sulla strada del ritorno altri paesaggi indimenticabili. Altri colori da aggiungere alla gamma.
Il tempo migliora. Il cielo regala qualche inaspettato arcobaleno.
Comincio a sentire l’ esigenza di restare da solo, anche se porto Romain con me fino a Queenstown: poi lui se ne andrà altrove. E’ qui da 4 mesi, cerca di risparmiare a tutta garganella. Poi alla fine pur di cercare ostelli, e di arrivarci con bus, tra telefonate e costi vari spenderà come me che ho prenotato questa camera in hotel. Alla fine arrivo.
L’ hotel è bello. La stanza enorme e favolosa. L’ ideale per restarci qualche giorno.
Mi raggiunge Lunedì il brit Paul, conosciuto a Christchurch.
Faccio due passi, dopoo una strpitosa doccia e breve dormita.
Ceno con carne di pecora. Questa volta davvero impressionante. Costa niente oltretutto.
Mi rendo conto che qui il turismo è a un livello altissimo. Tutte attività organizzate, devi solo scegliere qualce tra una sessantina…
Poi mi appresto a vedere uno dei match del mese: Australia vs NZ (Rugby). Wallabies vs Blacks come dicono qui. Sono tutti euforici. La partita è bella.
Andrò a letto cercando di rilassarmi, comincio a sentire un leggero affaticamento ;-)
29/06. Avvicinamento a Queenstown da sud.
Un piccolissimo, minuscolo passo indietro.
Ieri sera, a Invercargill, estrema città a SUD, la più a Sud, abbiamo (io e questo Romain) trovato alloggio in una casa vittoriana, divenuta ostello.
Ce ne sono molte così in giro per il paese.
In tre in tutto come ospiti. Un bastardo della Malesia, che non mi piaceva per nulla. Vabbè.
Ci siamo concesis una cena in un locale dove I kiwi vanno. Ho quindi cenato con carne di pecora. Devo dire buonissima, e niente da invidiare a un ottimo filetto.
Locale molto carino. Alla fineti consegnano pure una cedola di gradimento da complilare. Ci ho scritto un pò di monate ;-)
Ho cercato di dormire, ma fatalmente senza quella specie di stufa elettrica accesa, la nottata è presto divenuta incubo.. Un freddo allucinante, provato poche volte. Mi sono anche svegliato per mettermi un paio di pantaloni. Se solo quell deficente di un malese non fosse stato tale. Basti pensare che la mattina si è cucinato una pignatta di noodles piena di verdure e salsicce. Bella colazione. Ci credo scoppiasse di brufoli in faccia. ;-)
Comunque il posto è stato decisamente friendly e mi ha dato l’ idea di come si vive qui. Una cucina enorme, giardino, barbecue, and so on..
Con tutta calma, poi un giro al museo. Molto misero. Poi via, verso la costa, in una strada che poi curverà per tornare a nord, verso Queenstown mia ultima destinazione,
‘proposito…saputo che la città sarà overbboked per un cacchio di festival, ho dovuto rinunciare all’ ostello. Crepi l’ avarizia. Grazie alla scroccata connessione internet, ho prenotato un 4 stelle. Cazzo figata ! ;-) Un 70 euri al giorno, per 4 notti che passerò li.
Qualunque cosa disgraziata passi per la testa di un essere umano, a Queenstown c’è. Pare sia la capitale mondiale dello sport estremo. Vedremo. Speriamo nella neve.
La guida oggi è stata poca. Moltissimi gli spunti, forse per aver guidato con meno accanimento.
Dolcissime scogliere. Sabbia near. Schiuma del mare. Verde e blu. Tutto si fonde con il color verde e a volte giallo delle colline che scendono verso l’ acqua.
Le strade, particolarmente deserte, com’è da due giorni circa. Incroci ualche macchina dei locali, e come ti conoscessi da una vita, ti saluti. Rispetto, civiltà direi.
Continuo a vedere decine di falchi in giro. Sarò fortunate. Ce ne sono ma non tutti li vedono. Quando aprono le ali, arrivano a un metro e mezzo come ridere. Spesso Fermi sul manto stradale a nutrirsi di quell che resta di qualche impavido animale che ha attraversato la strada nel momento sbagliato.
Anche se piove, il paesaggio è tuo. Avanzi e si fonde con te. A poco a poco. Hai sempre tutto il tempo di giardarti attorno senza correre il rischio di distrarti, di combinare guai sulla strada. E’ tremendamente dritta, e piena di piccole salite, e altrettante discese. Decisamente dolci.
Qualche palo della luce, un filo dell’ elettricità che atraversa la strada e un paio di scarpe allacciate e lanciate in aria che si sono bloccate su. Ti basta per un sorriso. Uno di quelli naturali, senza troppa comicità. Una cosa tanto semplice da farti ricordare di quanto sia a volte vero e vivo il solo fatto di sorridere. Quante volte ce lo siamo dimenticati ? Ma in fondo perchè ? Non lo so. Per questo non ho una risposta. E’ credo uno dei nostri limiti. Da cose come queste spesso dipendono le nostre giornate.
Il mio compagno di viaggio un pò soffre per la lieve pioggia che cade. Io non ci faccio decisamente caso. Accolgo ugualmente sole e acqua, perchè qui, il clima è così e solo quando lo accetti lo puoi apprezzare. Altrimenti vorresti la tua afosa estate europea. Snaturare quello che c’è qui. No.
Mi sono reso conto oggi, forse un pò pensandoci, senza che necessariamente il paesaggio me ne abbia dato motivo, di quanto quel timore per una “contaminazione biologica” sia vero. Parlo di quegli zelanti controlli all’ aeroporto, per non importare piante, cibo, vegetali in genere, e altro..
Chissà cosa diventerebbe qui se fosse meno controllata.
Dopo un pò arriviamo. Una cittadina. Si chiama TE ANAU. Piccola, ma solo una scelta logistica per domani. Andremo a Millford Sound. Un posto unico, in mezzo ai fiordi della costa due ovest del paese.
Sveglia presto.
Nel frattempo per cena ho fatto un piatto di spaghi. Bah, salatissimi, per via della pignatta bassissima, non mi rendevo conto delle dosi…!
3 birrette, e a nanna. La camera finalmente calda.
Fuori una leggera pioggia.
Sono un pò più rilassato perchè all’ arrivo mi sono fatto una sauna e un idromassaggio.
Mentre scrivo queste righe, sul Mac ho fatto partire I Doors. Due canzoni su tutte: Riders on the storm e poi Queen of the highway.
Un pò fatico a credere ancora di essere dall’ altra parte del mondo. Completamente agli antipodi. Mi sembra ancora assurdo, anche se ormai ho visto tutto il paese. Anche se sono due settimane che sono qui.
Sto un pò pensando a come nei prossimi anni ricorderò questa grandissma esperienza. Cosa resterà.
Di certo vorrei restasse una gran parte di quello che questo viaggio, così strano, così duro a volte, mi ha lasciato. Soprattutto che ci sono zero problemi, zero difficoltà. Dipende sempre tutto dai punti di vista, dalle prospettive. Con agilità e soprattutto con una buona mentalità si riescono in istanti a sminuire ostacoli che altrimenti ci ruberebbero lunghe attenzioni.
Sembra poco o banale ?
Beatamente mi avvio verso il letto, pronto ad assorbire anche domani ;-)
Ieri sera, a Invercargill, estrema città a SUD, la più a Sud, abbiamo (io e questo Romain) trovato alloggio in una casa vittoriana, divenuta ostello.
Ce ne sono molte così in giro per il paese.
In tre in tutto come ospiti. Un bastardo della Malesia, che non mi piaceva per nulla. Vabbè.
Ci siamo concesis una cena in un locale dove I kiwi vanno. Ho quindi cenato con carne di pecora. Devo dire buonissima, e niente da invidiare a un ottimo filetto.
Locale molto carino. Alla fineti consegnano pure una cedola di gradimento da complilare. Ci ho scritto un pò di monate ;-)
Ho cercato di dormire, ma fatalmente senza quella specie di stufa elettrica accesa, la nottata è presto divenuta incubo.. Un freddo allucinante, provato poche volte. Mi sono anche svegliato per mettermi un paio di pantaloni. Se solo quell deficente di un malese non fosse stato tale. Basti pensare che la mattina si è cucinato una pignatta di noodles piena di verdure e salsicce. Bella colazione. Ci credo scoppiasse di brufoli in faccia. ;-)
Comunque il posto è stato decisamente friendly e mi ha dato l’ idea di come si vive qui. Una cucina enorme, giardino, barbecue, and so on..
Con tutta calma, poi un giro al museo. Molto misero. Poi via, verso la costa, in una strada che poi curverà per tornare a nord, verso Queenstown mia ultima destinazione,
‘proposito…saputo che la città sarà overbboked per un cacchio di festival, ho dovuto rinunciare all’ ostello. Crepi l’ avarizia. Grazie alla scroccata connessione internet, ho prenotato un 4 stelle. Cazzo figata ! ;-) Un 70 euri al giorno, per 4 notti che passerò li.
Qualunque cosa disgraziata passi per la testa di un essere umano, a Queenstown c’è. Pare sia la capitale mondiale dello sport estremo. Vedremo. Speriamo nella neve.
La guida oggi è stata poca. Moltissimi gli spunti, forse per aver guidato con meno accanimento.
Dolcissime scogliere. Sabbia near. Schiuma del mare. Verde e blu. Tutto si fonde con il color verde e a volte giallo delle colline che scendono verso l’ acqua.
Le strade, particolarmente deserte, com’è da due giorni circa. Incroci ualche macchina dei locali, e come ti conoscessi da una vita, ti saluti. Rispetto, civiltà direi.
Continuo a vedere decine di falchi in giro. Sarò fortunate. Ce ne sono ma non tutti li vedono. Quando aprono le ali, arrivano a un metro e mezzo come ridere. Spesso Fermi sul manto stradale a nutrirsi di quell che resta di qualche impavido animale che ha attraversato la strada nel momento sbagliato.
Anche se piove, il paesaggio è tuo. Avanzi e si fonde con te. A poco a poco. Hai sempre tutto il tempo di giardarti attorno senza correre il rischio di distrarti, di combinare guai sulla strada. E’ tremendamente dritta, e piena di piccole salite, e altrettante discese. Decisamente dolci.
Qualche palo della luce, un filo dell’ elettricità che atraversa la strada e un paio di scarpe allacciate e lanciate in aria che si sono bloccate su. Ti basta per un sorriso. Uno di quelli naturali, senza troppa comicità. Una cosa tanto semplice da farti ricordare di quanto sia a volte vero e vivo il solo fatto di sorridere. Quante volte ce lo siamo dimenticati ? Ma in fondo perchè ? Non lo so. Per questo non ho una risposta. E’ credo uno dei nostri limiti. Da cose come queste spesso dipendono le nostre giornate.
Il mio compagno di viaggio un pò soffre per la lieve pioggia che cade. Io non ci faccio decisamente caso. Accolgo ugualmente sole e acqua, perchè qui, il clima è così e solo quando lo accetti lo puoi apprezzare. Altrimenti vorresti la tua afosa estate europea. Snaturare quello che c’è qui. No.
Mi sono reso conto oggi, forse un pò pensandoci, senza che necessariamente il paesaggio me ne abbia dato motivo, di quanto quel timore per una “contaminazione biologica” sia vero. Parlo di quegli zelanti controlli all’ aeroporto, per non importare piante, cibo, vegetali in genere, e altro..
Chissà cosa diventerebbe qui se fosse meno controllata.
Dopo un pò arriviamo. Una cittadina. Si chiama TE ANAU. Piccola, ma solo una scelta logistica per domani. Andremo a Millford Sound. Un posto unico, in mezzo ai fiordi della costa due ovest del paese.
Sveglia presto.
Nel frattempo per cena ho fatto un piatto di spaghi. Bah, salatissimi, per via della pignatta bassissima, non mi rendevo conto delle dosi…!
3 birrette, e a nanna. La camera finalmente calda.
Fuori una leggera pioggia.
Sono un pò più rilassato perchè all’ arrivo mi sono fatto una sauna e un idromassaggio.
Mentre scrivo queste righe, sul Mac ho fatto partire I Doors. Due canzoni su tutte: Riders on the storm e poi Queen of the highway.
Un pò fatico a credere ancora di essere dall’ altra parte del mondo. Completamente agli antipodi. Mi sembra ancora assurdo, anche se ormai ho visto tutto il paese. Anche se sono due settimane che sono qui.
Sto un pò pensando a come nei prossimi anni ricorderò questa grandissma esperienza. Cosa resterà.
Di certo vorrei restasse una gran parte di quello che questo viaggio, così strano, così duro a volte, mi ha lasciato. Soprattutto che ci sono zero problemi, zero difficoltà. Dipende sempre tutto dai punti di vista, dalle prospettive. Con agilità e soprattutto con una buona mentalità si riescono in istanti a sminuire ostacoli che altrimenti ci ruberebbero lunghe attenzioni.
Sembra poco o banale ?
Beatamente mi avvio verso il letto, pronto ad assorbire anche domani ;-)
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