Ho cercato un testimonial di eccezione di questa avventura, qualcuno che potesse un pò sdrammatizzare questa mia prossima partenza..(..ci sarò riuscito..?)
CONCLUSIONI NEOZELANDESI
Non è facile chiudere le giornate neozelandesi con un pensiero come dovrei fare qui, sul Blog.
Intrappolare tutto in una serie di righe non è, e non sarà, facile.
Posso provarci.. !
Posso iniziare parlando subito della vacanza da solo in generale. Qui mi limito a questo: sorprendente. Non credevo che alla fine una vacanza in solitaria riuscisse a darti tanto, a regalarti sempre così tante nuove esperienze, senza mai annoiarti. Sarà anche stata fortuna, ma non ho mai sentito l’ esigenza di nulla e di nessuno in queste settimane.
Riflettendo su questo, credo di poter dire che molto dipende dal fatto che non si ha, nella vita di tutti i giorni, la possibilità di prendersi il proprio spazio. Con questo intendo momenti in cui sei assoluto padrone delle tue decisioni, non rimetti a nessun altro e tutto ruota intorno a te. Qualcosa o qualcuno, nella vita di tutti I giorni c’è sempre.
Un secondo aspetto su cui mi soffermo, è il fatto di una destinazione così lontana. 20.000 km da casa, il posto più distante al mondo dove andare.
Anche qui sorpresa. La distanza non l’ ho mai sentita. Non ho la più pallida idea del perchè. Mi sono ambientato subito a tutto, senza percepire la minima differenza di fuso o problemi legati all’ assorbimento di due giorni di aereo. Ricordo in particolare di essere arrivato ad Auckland. Destinazione ostello. Dopo solo un paio di ore ero già per strada con la guida a girare.
In questo caso, penso che molto di questo adattamento sia dipeso da un’ enorme carica di entusiasmo che portavo con me, dalla voglia di non fermarmi un solo istante. Un’ energia che ha accompagnato tutti I miei giorni qui, facendomi fare qualunque cosa senza mai essere stanco. Le avessi fatte in Italia, avrei dovuto prendere ferie per una settimana !
La destinazione.
Prima di partire avevo molta aspettativa. L’ aspettativa da cartolina: aver visto così tante immagini e documentari aveva fatto crescere in me la curiosità per questo posto.
Quando l’ aereo virava sulla baia di Auckland per cominciare la fase di atterraggio, I primissimi colpi d’occhio sul verde mi avevano dato la stessa impressione. Bello cioè.
Tutto è cambiato quando mi sono messo al volante e sono uscito dale città. Da quel punto in poi, ogni volta, si “entrava” nel paesaggio. Tutte le volte che la macchina passava in mezzo a qualunque posto meraviglioso, un senso di incredulità mi assaliva.
Non è possibile.
Eppure.. Tutto si materializzava, tutto quello che prima era “roba da cartolina”.
Qualunque tipo di paesaggio. Foreste con palme, spiagge deserte, isole in lontananza, laghi di montagna con specchi d’acqua piatti, colline verdi di un verde da evidenziatore, paesaggi di cespugli da “post fine del mondo”, valichi di montagna con strade ghiacciate, fiordi, scogliere a picco sul mare, e tutto quello che mi sono dimenticato.
La seconda parte del viaggio, nell’ isola del Sud, desolazione totale. Nessuno per le strade. Centinaia di chilometri senza anima viva. Questa è una delle cose che più mi è rimasta impressa. Esperienze così sono praticamente impossibili da vivere dalle nostre parti.
Esperienze così, quindi, non sono classiche esperienze turistiche. Prima di tutto avventure. Bisogna decisamente lasciarsi alle spalle I soliti “riferimenti”, e darsi da fare in tutti I sensi.
Uno sforzo molto grande lo richiede la lingua. L’ inglese che parlano qui, a volte si capisce e a volte decisamente si fatica. E’ molto brit, un pò più facile del BRIT (a mio avviso). Dipende un pò da chi trovi.
Complessivamente non mi lamento. Avevo portato con me il dizionario di inglese da viaggio, e non mi è mai capitato di aprirlo.
Veniamo alla parte un pò più “spiritual” ;-)
La prima cosa da dire è che tutti gli elementi descritti sopra, quando si combinano assieme danno una primissima botta. Entusiasmo a 1000 dunque.
Per quanto decisamente tosto a livello di kilometri, un viaggio così ti tiene sempre sù di giri. Ho sentito moltissime volte la voglia di “scappare” dalle città e di tornare nel country. In quei posti mi sono sentito decisamente a mio agio. Ho percepito davvero una dimensione nuova, diversa da quelle a cui sono abituato.
Come ho scritto qualche volta, il paesaggio ti fà staccare letteralmente. Non pensi più a nulla e non riesci decisamente a controllare il pensiero, che comincia ad andarsene dove vuole. Insomma quando si dice “si stacca”…
Ho capito di essere fatalmente attratto dall’ avventura. Non che non lo sapessi, lo avevo scoperto recentemente dopo anni di viaggi più “organizzati e pianificati”.
Ho scoperto quanto sia bello e stimolante mettersi un pò alla prova, con tantissime cose, persone, luoghi, situazioni. Mi son reso conto di aver trovato in questo senso una carica che non pensavo di avere. E’ emersa fatalmente nei momenti di maggiore difficoltà. Determinazione e perseveranza direi. Mi ha sicuramente temprato ancora di più in questi due sensi, già per me forti e ovviamente importantissimi.
Nuovi approcci. La gente di qui ha una flemma ovviamente diversa dalla nostra. Molto più accentuata fuori dale città, ma per quanto sono grandi le città, è evidente anche li.
Ci sono due tipiche espressioni che usano I kiwi e che sono riferite alla stessa situazione:
NO WORRIES
SWEET AS
Le usano con una frequenza assurda. Fai qualcosa, e loro in cambio ti rispondono con una di queste due. Il loro significato…? “NIENTE PROBLEMI”.
Vi ricorderete come fatalmente in uno dei miei più recenti post sia arrivato dopo ennessime piccolissime sfighe, a fregarmene e a praticamente far mia questa filosofia. La cosa imprevista, la sfiga, il problema, la circostanza no, il casino, la complicazione…NO WORRIES.
Beh..non è assurdo come abbia raggiunto il loro stesso approccio senza averci mai pensato e soprattutto senza averlo voluto fare intenzionalmente ??!!?? Come avrò fatto ? La mia risposta è che dopo un pò, finsici con arrivare a questo approccio se vivi qui. Ci arrivi anche abbastanza presto se si pensa a quanto poco io sia rimasto qui..
Non mi pare ci sia nient’ altro che voglia aggiungere su questo capitolo.
Lascio solo uno spunto importante.
Una perla ;-)
Nella campagna neozelandese, immerso nel verde delle colline, in questo strabiliante paesaggio, in macchina con uno dei cd neozelandesi comprati qui, risentivo una canzone. In prima battuta mi piaceva il ritmo e non avevo fatto caso alle parole:
…“Non lasciare che niente e nessuno si metta fra te e i tuoi sogni”….
Visto che ci sono, di appunti me ne segno pure un altro. Non proviene da quella canzone:
…”Non ci sono errori, ma solo lezioni da imparare”….
Come chiudere, anzi meglio come salutare ? Beh, I maori hanno due modi di salutare in vista di una partenza. Noi uno solo credo (?)..!
Io me ne vado..quindi saluto la persona che rimane con:
“E noho ra”.
Dall’ altra parte, devo immaginare qualcosa o qualcuno. Ma ovviamente non c’è una persona. Mi immagino che sia lei, la Nuova Zelanda a salutarmi (lei rimane):
“Haere ra”.
Mi sussurra lei, mentre attraverso una lacrima ci guardiamo…
6 commenti:
Che dire...la fine di un'avventura di lascia dentro sempre qualcosa; di solito è la voglia di ripartire quanto prima!! Ecco, credo che questo sia il mio augurio: coltiva questa libertà di spirito anche quando sarai di nuovo nella quotidianità.....che se vista da questa propsettiva alla fine non è niente male!!!
Altre due cose: le foto e i racconti sicuramente mi hanno messo una gran voglia di andare a gironzolare un po' per quel paese lontano; organizziamo una cena con gli assidui del blog al tuo rientro??
Stammi bene e goditi anche Sidney, oltre che l'amica del germa....
E Bravo ANdrew!
Forse qs tua avventura mi darà il coraggio di partire da sola per qualche meta..La natura incontaminata, le cartoline, i paesaggi non sono proprio il mio genere .. Io sogno Tokio e qualsiasi altra metropoli ..
Quindi, mi raccomando fai tante foto urbane di Sydney e anche dell'amica brasiliana ..
Siamo tutti curiosi assai !!
^_^
Ciao Andrea,
ho letto alcune avventure e visto le foto stupende del tuo viaggio. Attendo di vederne altre e sono contenta che il viaggio sia risultato ancora più bello di quello che avevi sognato.
Buon viaggio di ritorno e mi raccomando: non lasciare andare l'adrenalina tutta in una volta ma mantieni la carica anche in Italia!
Mari
complimenti veramente un bel blog...be non e che sia un gran intenditore non ne ho visti molti cmq x me e fatto bene belle foto e anche i commenti non sono male...ti invidio un po anche se non e nel mio modo di pensare xche questo e un viaggio che avevo nel cassetto.ed e proprio come lo avevo pensato io l'unica differenza e che io avrei provato a fare un po di surf.cmq sia stai facendo una bellissima esperienza e ti auguro un crescendo di emozioni e di tante belle cose fino al tuo ritorno ciao max
Ciao Marina, si finchè posso tengo il cervello qui....!
Ciao MAx, sfortunatamente per il surf non ci sono possibilità: sulle spiagge ci sono i leoni marini quindi ti lascio immaginare che fresca che è l' acqua....
Comunque adesso che torno parliamo di cose serie: Alaska o cmq Canada ;-)
il segreto della libertà è il coraggio! penso che questa frase rappresenti la filosofia del tuo viaggio, o sbaglio? spero che sia anche una filosofia di vita...
per quanto riguarda i prossimi itinerari: ho scoperto viaggiando che il bello lo trovi anche nei posti più impensati, forse perchè dipende dallo spirito con cui guardi le cose: curiosità, ma soprattutto sorpresa ed incanto...e mi pare che questi attributi non ti manchino...quindi...hai un mondo davanti da visitare e goderti!!! buon viaggio!
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